• Lucia Padovani

SETTEMBRE ...

Aggiornato il: feb 27

Settembre … per me il mese della “ripartenza”.

I bilanci li faccio in agosto, quando tutti sono in vacanza, perchè c'è più silenzio intorno a me e mi viene meglio.

Quest'anno non è stato semplice ascoltarsi, perchè ho dovuto “fare” … ben due traslochi … diciamo uno e mezzo via! Ma questo fare, questo buttare, spostare, riempire di cose nuove, mi ha fatto sentire tante cose sopite.

Prima di tutto una rabbia profonda, che cercavo di capire, che speravo si placasse, che si sfogasse con la stanchezza fisica. Macchè … sembrava che non ci fosse strada per calmarla!

Ogni giorno si ripresentava puntuale come un orologio svizzero. In quelle stanze avevo accumulato questo: TANTA RABBIA. Perchè? Perchè certi atteggiamenti mi erano sembrati terribili, incomprensibili, perfino disumani in certi momenti. Perchè avevo dovuto fare delle scelte dolorose ed abbandonare degli obiettivi. Ma la rabbia più grande era con me stessa, perchè avevo permesso certe cose e non avevo reagito. Mi ero giustificata ed avevo giustificato, per buonismo, per la fatica di affrontare il dolore e il dispiacere … avevo rimandato … a tempi migliori, all'occasione, che non si è presentata, al momento giusto, che non arriva mai!

Com'è tipico di me non mi sono fermata mai. Se avevo un attimo preparavo del materiale per la nuova stagione, ma nel frattempo questa voce dentro gridava, non si zittiva, anzi, urlava sempre più forte!

Ho alternato momenti di sconforto e di stanchezza profonda, a momenti di bisogno di giustizia … sono passata da momenti di disprezzo nei miei confronti, a momenti in cui maledivo. Sembrava di stare sulla giostra della fiera … alti e bassi a non finire.

Finchè non ho messo le mani ad uno scritto che riguardava le emozioni. Per l'esattezza parlava dell'indipendenza emotiva e lì mi si è aperto un mondo, mi sono arrivate le risposte che cercavo.

La domanda più importante era questa: “Da quante persone e da quante cose dipende la tua felicità?” Già … da quante? Perchè io continuavo a stare su quest'ottovolante? Perchè sentivo che quella persona mi aveva deluso, o mi aveva fatto del male gratuitamente … perchè quella cosa la volevo ma l'ho dovuta lasciare andare … perchè volevo, anzi pretendevo, comprensione e conforto proprio da chi non mi dava niente e così mi sono bloccata davanti a quelle porte chiuse in attesa … come il cane che resta sulla tomba del padrone … in attesa di qualcosa che non può rivivere, che forse non ha mai vissuto.

Da quante cose e da quante persone dipende la mia felicità? La mia serenità? La mia pace interiore? Ho fatto un rapido calcolo e poi ho sorriso. Troppe! Ed ho capito che la mia felicità, la nostra felicità NON DEVE MAI dipendere dagli altri o da quello che accade … che la nostra felicità, o serenità, o pace, deve solo provenire da noi, altrimenti è come viaggiare in un labirinto all'infinito.

La fede ha aggiunto quello che mancava. Tutto quello che è accaduto è per il mio bene supremo e, col tempo, ringrazierò per avermi allontanato tutto il male che c'era.

Riparto da qui, da questa certezza … che qualcuno veglia su di me e mi vuole bene davvero e che mi aiuta a scacciare tutto quello che non serve più.

Ogni tanto mi sentirò smarrita, come tutti … ogni tanto risentirò la rabbia, come capita … ma restano queste tre convinzioni: che solo io posso costruire la mia felicità, che non la devo far dipendere dall'esterno, che c'è qualcuno che mi guida e mi risolleva quando cado e che non sono sola, perchè ci sono le belle persone nella mia vita e da oggi in poi ce ne saranno ancora di più. È un bel pensiero per ri-partire!