• Lucia Padovani

PORTARE IL BUON PER LA PACE

"Cerca di portare il buon per la pace!"


Lo conoscete questo detto vero? In parole povere significa: cerca di metterci del tuo per mantenere la pace in ogni situazione.

La mia mamma diceva: "O che vuoi nanni, per portare il buon per la pace bisogna stare zitti!" ... eppure lei zitta non ci stava mai. Il che non era necessariamente sbagliato, però la realtà era questa.


Ma "portare il buon per la pace" cosa significa per ognuno di noi?


Naturalmente dipende dalle nostre esperienze, dall'educazione che abbiamo ricevuto, dal nostro carattere, dal percorso personale che abbiamo fatto e anche dalle paure che abbiamo nutrito.


Per me portare "il buon per la pace" può avvenire solo se ti senti in pace, solo se fai cessare ogni giudizio nei confronti di te stesso e di qualsiasi altra persona ... allora e solo allora potrai portare pace.

Ogni volta che non riesci ad accettare la vita che vivi, il pensiero degli altri, le prove da superare ... ogni volta che credi di essere migliore o peggiore ... di avere fatto qualcosa di più o di meno ... di essere più intelligente o più stupido ... non sei in grado di agire per la pace.


Portare il buon per la pace per me significa smettere di avere paura e agire secondo la mia coscienza, secondo quello che mi detta il mio intuito, il mio cuore, il mio sapere ... mi rendo conto che questo può piacere o non piacere, ma io sono certa di fare sempre del mio meglio, mai per il male di nessuno e che non posso annullare ciò che sono per compiacere ed essere accettabile, altrimenti quella pace che cerco di seminare e che voglio coltivare in me stessa, non si realizzerà mai.


Cara mamma, il mio "buon per la pace" non è stare in silenzio ... è cercare, andare oltre, voler conoscere, capire, ascoltare, scavare e poi sentire, dentro di me, nella pancia, quello che sono e cosa penso sia più giusto fare.

Sei sempre stata tanto preoccupata per me ... adesso aiutami a portare pace nel modo in cui io posso farlo. Coltivando pace dentro di me cosicchè chi mi guarda negli occhi o ascolta le mie parole la trovi e se ne nutra.