• Lucia Padovani

UCCIDERE LA SPERANZA

Come si fa ad uccidere la speranza?

Anzitutto si fanno promesse che poi non si mantengono, poi si alza sempre di più l'asticella delle aspettative ed infine si fa in modo che, immancabilmente, queste promesse vengano disattese.

Immaginate il bambino al quale i genitori hanno promesso un giocattolo a cui lui tiene tanto. Gli dicono che lo avrà se sarà ubbidiente, poi se avrà tutti i voti alti a scuola, poi se mangerà tutto quello che viene cucinato, poi se si comporterà bene con chiunque ... ma questo giocattolo non arriva mai, nemmeno se lui diventa il bambino migliore del mondo!

In realtà non esiste una vera soluzione perchè, qualsiasi strada lui possa intraprendere, ci sarà sempre quel qualcosa di più che deve fare e che va fatto.

Le sue proteste non vengono ascoltate e allora lui si arrabbia, perciò gli viene detto che è un bambino prepotente e bizzoso, che fa i capricci, che è stupido, che non capisce i problemi dei suoi genitori, che tutto quello che viene fatto è per il suo bene e quindi viene messo in punizione.

Prima in un angolo, poi in una stanza e infine in gattabuia.

I compagni dicono che è un imbranato, a casa affermano che è un egoista, i maestri sostengono che è pericoloso e che, quindi, ha bisogno di essere seguito da uno specialista.

Quel bambino ha solo sperato tanto in quel giocattolo ed è stato deluso ... prima ci ha pianto, poi ha avuto paura di non averlo più, poi ha avuto il terrore di essere abbandonato e alla fine non ha più pensato al giocattolo che voleva ma alla libertà che ha perduto.

Così si uccide la speranza, così si uccidono le aspettative, anche quelle sane ... Eppure tutto questo ha anche una morale positiva e cioè che ad un certo punto il bambino, finalmente, capisce che quel regalo non glielo avrebbero mai fatto e che stavano solo usando il suo desiderio per ottenere quello che volevano da lui.

Non solo.

Mentre era ancora nell'aspettativa lui non è stato inerme. Il bambino si è organizzato a giocare in un altro modo, ha usato la sua fantasia, ha incontrato nuovi amici ed ha attinto a tutte le sue risorse per essere comunque felice, per sentirsi comunque vivo.

Alla fine della storia il bambino ha capito chi poteva essere davvero ed ha costruito qualcosa di buono, i suoi genitori invece hanno distrutto le sue aspettative e la fiducia che lui riponeva in loro.

La morale è che chi mantiene vivo il cuore di un bambino vince sempre, perchè lui continuerà ad immaginare castelli incantati laddove non esiste nè saggezza, nè verità, nè compassione, nè amore.