• Lucia Padovani

NON NE VALE LA PENA

Aggiornamento: mar 13

C’è un odore particolare negli ospedali che si mischia ai disinfettanti, ai medicinali ed al senso di solitudine … è l’odore della paura!

Se hai un olfatto buono, che “sente” in profondità, lo percepisci come un profumo acuto. È come se i pazienti, insieme all’anidride carbonica, buttassero fuori dalla bocca anche la loro inquietudine …

In questi giorni la si può sentire anche di più perché i corridoi sono quasi vuoti mentre le stanze sono piene, prevalentemente di persone anziane, che stanno o con i lenzuoli sopra la testa, o con lo sguardo fisso nel vuoto. Qualcuno parla anche a ruota libera in maniera insensata, qualcuno ti chiede di entrare per scambiare due parole e piangere, ma ovunque senti fortissimo quel tanfo … ed è sempre quando lo sento che riaffiora quell’affermazione dentro di me …: “Non ne vale la pena!” …

Me lo stai dicendo anche tu mamma: “Lasciami andare, non posso stare qui, ho tante cose da fare” … Eh sì, ci sono tante cose da poter fare e questo significa che non vale la pena arrabbiarsi per cose assurde come il calcio, la politica, un credo, un personaggio … non vale la pena dannarsi l’anima per spiegare quello che senti, come lo senti, se ormai sei già stato incasellato, definito, pregiudicato … non vale la pena costruire castelli di carta sotto il sole cocente … non vale la pena intristirsi quando è più forte la volontà di tapparsi le orecchie, di ignorare, di dividere … non vale la pena addolorarsi per qualcosa che non potrà mai essere, come la neve ad agosto in Africa.

La vita è davvero troppo breve.

Lo dico guardando queste persone che la loro vita l’hanno vissuta, mentre alcuni miei carissimi amici nemmeno sono arrivati ai 40 anni.

Eppure anche queste persone anziane, anche mia madre, che mi chiede di stringerle la mano perché ha paura, che mi parla di cose che non ho mai saputo, che prega a voce alta per l’anima di suo marito, dei suoi genitori e dei bambini che ha perduto, anche lei mi fa capire che la vita passa in un attimo e che allora … Non ne vale la pena!

Può apparire una resa, vigliaccheria, invece è solo la presa di coscienza che in questo viaggio l’essere umano deve fare delle scelte oculate o sprecherà la sua energia vitale ed il suo tempo per cose che non valgono la pena!

Lo spartiacque è questo …

E invece noi ci ostiniamo, pretendiamo, facciamo delle vere e proprie guerre o ci sentiamo condottieri di patrie o di ideali o di possedimenti o di amori che non esistono, che non ci appartengono, o che non possono durare, perché se avessero radici, se fossero davvero importanti, saremmo in tanti a proteggerli, saremmo in molti a custodirli.

Ed è così che tanta parte del nostro tempo, troppa parte, la perdiamo in puttanate … a proteggerci, a giustificarci, a tacere, a cercare di farci accettare, a mendicare amore, a fare la parte dei “buoni”, quando la metà della nostra anima è piena di fuliggine … per non dire di merda …

Nessuno è pulito! Nessuno è “senza peccato” … quindi che cosa dobbiamo difendere?

Madre mia, i tuoi occhi spalancati, le tue parole che per me sono incomprensibili chissà cosa vogliono dirmi?!

Chissà se io ho capito il senso di quello che vuoi comunicarmi? Intanto cerco di farti sorridere, di risolvere i tuoi rebus, di giocare con il tuo linguaggio assurdo e, questo tempo, stanne certa, vale più dell’oro, perché la condivisione della nostra parte oscura e della nostra parte luminosa sembra avere la capacità di cancellare ogni mancanza.