• Lucia Padovani

IL VIANDANTE (storiella di Primavera)

La giovane fanciulla, seduta vicino al fuoco accanto alla vecchia saggia, chiese: “Dimmi nonna, c’è qualcosa che puoi ancora insegnarmi di me stessa, prima che il gelido inverno finisca ed io possa finalmente essere primavera e rinascere?”


“Tu sarai straordinaria, perché ogni rinascita lo è” - le disse l’anziana mentre continuava ad attizzare il fuoco - “Tuttavia c’è qualcosa che non hai ancora imparato. C’è qualcosa che devi comprendere per poter presto germogliare e poi maturare in estate.”


“Dimmi nonna, cos’è che potrebbe inaridire i miei germogli?”


E la nonna iniziò a narrare una storia …


“C’era una volta un pezzo di vetro colorato che se ne stava in un fiume dove l’acqua, col passare del tempo, lo aveva levigato, e che brillava sotto il sole come una pietra preziosa. Un viandante passo di là, lo vide e si disse che non aveva mai visto niente di così bello e lo volle per sé. Fece di tutto per prenderlo e fu orgoglioso di averlo, ma quando il vetro fu asciutto ed il sole lasciò il passo alla luna, al viandante non sembrò più di avere fra le mani una pietra preziosa, e così lo buttò via.”


“Nonna, non ho ancora capito …”


“Lascia che continui – disse la nonna – e vedrai che capirai.”


“Il viandante durante il suo cammino trovò un roseto meraviglioso e, fra tutte le rose in boccio, ce n’era una che spiccava per bellezza e profumo sopra tutte le altre. Il viandante si ingegnò per averla e per non pungersi con le sue spine. La tagliò e se la mise in tasca, ma la mattina dopo la rosa aveva già cominciato a sfiorire e lui allora, deluso, la lasciò su un masso a marcire. Più avanti, quando il viandante ebbe bisogno di riparo dal sole e di un albero forte a cui appoggiarsi, trovò ristoro sotto una magnifica quercia e decise che sarebbe rimasto lì per sempre, ma quando si accorse che le sue ghiande non potevano nutrirlo lui, deluso, lasciò la grande quercia e si rimise in cammino. Il viandante ebbe fame e fortunatamente, in una stalla, trovò una mucca che aveva appena dato alla luce un vitellino e allora si nutrì del suo latte, ma quando si accorse che con la mucca non poteva parlare, deluso, la lasciò lì e tornò sul suo sentiero. Il viandante era qualcuno che amava la rondine perché portava la primavera, ma la detestava perché andandosene portava via l’estate; era qualcuno che amava la maestosità dell’aquila ma poi l’accusava di essere troppo arrogante; era qualcuno che amava il mare solo quando era calmo perché non sapeva gestire le sue tempeste; era qualcuno che si faceva lavare dalla pioggia ma che poi ne biasimava l’umidità; era qualcuno che amava il sole ma ne criticava il calore … e potrei continuare all’infinito tesoro …”


“Chi è questo qualcuno nonna? L’ho forse trovato sul mio cammino e non l’ho riconosciuto?”


“Sì, è qualcuno a cui hai permesso di distruggere i tuoi virgulti e che non sarà mai soddisfatto da quello che potrai donargli. Lui non è in cerca di te, non vuole conoscerti, non vuole aiutarti ad essere ciò che sei, vuole solo avere da te quello che non ha, ma quando si accorgerà che qualcosa ti manca, perché c’è sempre qualcosa che manca, allora vedrà solo quell’imperfezione e non ci sarà più niente che potrai fare per tenerlo con te.”


“Ma io non sono mai stata né vetro, né quercia, né aquila, né mare …” disse la fanciulla preoccupata.


“Tu sei stata tutte queste cose e nessuna di loro. Ti sei fatta rosa, rondine, latte, pioggia … ma non hai ancora capito che sei terra e che la terra può essere molto fertile quando trova un buon contadino. Allora, quando la terra avrà trovato il buon contadino ed il contadino la buona terra, ogni seme porterà il suo frutto ed entrambi si sentiranno soddisfatti. Il contadino non si farà spaventare dall’inverno, non pretenderà che la terra doni sempre gli stessi frutti, non si aspetterà che essa sia sempre prospera e l’aiuterà a coltivarsi. E la terra non si dispiacerà per il viandante, perché lui passa per insegnare alla terra ciò che essa è ma non può aiutarla a tirar via le erbacce, perché non lo sa fare.”


“Chi è il buon contadino nonna?”


“Il buon contadino è il buon amico.”, disse lei.


“E chi è il viandante nonna?”, chiese ancora la fanciulla.


“Il viandante è qualcuno che non sa cosa cerca e lo cerca ovunque. È qualcuno che non può essere un amico tesoro, perché non vuole conoscere la tua terra, vuole solo che tu lo nutra perché ha fame. Guardati dal viandante tesoro, perché quello che sei non sarà mai abbastanza per lui.”