• Lucia Padovani

I PIFFERAI MAGICI ...

Aggiornamento: mar 13

Tutti si ricordano dell’esistenza della favola del “Pifferaio magico”, ma quasi nessuno si ricorda come finisce, per cui brevemente mi permetto di ricordarvela.


In una cittadina della Germania – Hamelin – i topi avevano infestato tutto. Non esisteva più abitazione, o strada, o stanza che loro non avessero invaso.


I cittadini, naturalmente, erano disperati, ma in loro soccorso arrivò questo pifferaio che, in cambio di mille monete d’oro, promise di liberare la città dai topi. L’affare venne concluso e lui, magicamente, mise le mani al suo piffero ed iniziò a suonare una meravigliosa melodia che incantò tutti i topi e – anche i più saggi ed i più furbi – iniziano a seguirlo ed andarono a morire.


Quando però il pifferaio chiese di essere pagato, l’avarizia prese il sopravvento sull’onestà d’animo e, né il sindaco né i cittadini, vollero dargli il suo compenso. Allora il pifferaio – e questa è la parte che molti non ricordano – prese a suonare un’altra melodia che incantò, ahimè, i bambini ...


Tutti i bambini del paese lo seguirono ipnotizzati – immaginando un mondo pieno di giochi e giocattoli, dolci e divertimenti, senza scuola ed autorità – mentre ovviamente i genitori cercavano di trattenerli senza riuscirci.


Fu così che, tutti i piccoli entrarono in una fessura della montagna che si richiuse al loro passaggio e nessuno del paese li rivide mai più!



Si dice che questa favola sia stata scritta nel periodo della peste che, appunto, veniva trasmessa dai topi (dalle pantegane per l’esattezza) e che si portò via purtroppo tanti bambini, ma il suo insegnamento va ben oltre un fatto storico, altrimenti non sarebbe arrivata a noi.


Ultimamente ho pensato molto ai tanti "pifferai magici" che esistono e che si portano via il nostro Io bambino, ed ho pensato anche al bisogno che le persone hanno di seguire un pifferaio magico anziché trovare la magia dentro se stessi.


Mi è venuto spontaneo, insomma, fare un parallelo tra i topi, che abitano le fogne e sono portatori di malattie, ed il nostro Ego, che sta ugualmente nel profondo ed è causa di tanti nostri mali e dolori … poi mi è venuto da fare un parallelo tra i bambini che vengono rapiti ed il nostro Bambino interiore che va sempre alla ricerca di qualcuno che lo ami, che lo incoraggi, che lo faccia sentire importante, che lo curi e che lo faccia giocare … in seguito ho fatto il parallelo con gli adulti che diventiamo: arroganti, presuntuosi, avari di attenzioni verso quel piccolo essere che vivrà dentro di noi fino alla fine dei nostri giorni … ed infine ho pensato al pifferaio, all’incantatore di serpenti, che prima ci crea l’illusione di portarci via il marcio dal nostro inconscio e poi ci porta via anche la parte sana del bambino: la sua creatività, la spontaneità e la capacità di tentare sempre, con le proprie forze, fino a riuscire in quello che vuole fare.



In giro ce ne sono tanti di pifferai e sono anche tante le persone che hanno bisogno di qualcuno da seguire, che gli faccia sentire la magia della vita, che gli dia ragione, che li pompi di energie che non sapranno poi rinnovare da se stessi. Sì perché ci sarà sempre bisogno poi di ritornare a sentire suonare quel pifferaio e ci sarà sempre meno tempo e voglia di creare la propria personale musica.


In un mondo che va di fretta come quello di oggi i pifferai hanno gioco facile … ed in un mondo in cui gli individui non hanno più la capacità di credere di avere musica dentro se stessi c’è tanto bisogno di pifferai.


L’offerta quindi copre la domanda, ma è solo un’illusione che si crea mentre il bambino muore o sparisce in un luogo che non possiamo più trovare.


Certo è bella la figura del pifferaio, chi non vorrebbe esserlo?


È un potere enorme, straordinario, quello di saper incantare le persone e manipolarle a proprio piacimento. Far credere loro che li liberi dai topi e dalla peste che hanno dentro e portarsi via, di fatto, le capacità creative più importanti, quelle che provengono dalla crisi che vivi, perché l'umanità è diventata troppo avara e troppo pigra per prendersi cura davvero della propria esistenza.


È anche vero che non è loro la responsabilità: nel momento in cui decidi di mettere la tua vita in mano al pifferaio hai fatto una scelta.


Ed è una scelta possibile anche quella del pifferaio onesto, di non voler liberare più nessuno da niente, ma di suonare la musica insieme a chi vuole scoprire la propria melodia.


Comunque sia, i grandi comunicatori - che potreste chiamare guru o trascinatori - hanno questo potere: incantare e portarsi via chi ha bisogno di sentire quella musica, senza accorgersi che è solo una droga, che è solo un’illusione, perché quell’energia è duratura solo se creata nella propria anima.


I comunicatori saggi, invece, sono quelli consapevoli del fatto che serve tanto lavoro per suonare in un certo modo e che loro hanno steccato più di tutti per imparare.


I comunicatori consapevoli sanno di non essere migliori degli altri, ma hanno il dono - o la condanna - di vedere di più, di fare le domande migliori e quindi di portare "il lume" che serve solo per rendere più chiaro il cammino da fare insieme ed in cui tutti, anche lui stesso, possono inciampare.


Il comunicatore assennato non è quello che ti dice cosa devi fare, ma è quello che ti dice che potresti fare dei tentativi per scoprire qual è il modo più giusto per arrivare dove vorresti.


Non vogliono persone da condurre dove piace a loro, ma persone che vogliono arrivare dove possono arrivare.


Altrimenti si sparisce nella fessura della montagna e non si torna più!