• Lucia Padovani

I GIORNI SUCCESSIVI ...

Aggiornamento: mar 13

Oggi è “il giorno dopo”, che non è quello del bombardamento fortunatamente, ma il giorno dopo a tutti i post e messaggi contro la violenza alle donne e a quelli sulle polemiche che vengono fatti su quanto viene agito o non agito in merito a questo.


Il giorno dopo porta con sé solo un’eco, presto si dimenticherà tutto: quello che è accaduto, quello che non è accaduto e anche tutte le provocazioni che ci sono state.


Tornerà il silenzio.


Del resto ci si dimentica delle guerre perché non ci si dovrebbe dimenticare del 25 novembre?


Andiamo tutti troppo di fretta per essere più attenti, siamo tutti troppo frustrati per provare empatia, viviamo tutti fuori dalla realtà perché la realtà ci fa paura ed invece dovremmo vedere com’è.


E' per questo che mi rendo conto che deve passare tanto tempo ancora perché le leggi che ci sono vengano applicate sul serio, perché le donne si possano sentire al sicuro, perché ci sia giustizia.


Deve passare tanto tempo ancora perché la mentalità e la cultura cambino, deve essere fatto tanto ancora sull’educazione ai bambini affinché loro possano diventare un’umanità coesa, fatta di individui che possano portare avanti un principio sano personale e sociale.


Deve passare ancora tanto tempo perché le donne imparino a comunicare davvero, apertamente e con rispetto, perché sono ancora troppe quelle che stanno fra le principessine infantili e chiacchierine e le dominatrici indiscusse e indiscutibili, che dividono per imperare.


Deve passare tanto tempo e serve tanta forza e determinazione perché tutto cambi, perché possiamo diventare davvero un’umanità piena.


Servono persone, uomini e donne, che ci credano nella formazione di un mondo di pace in cui tutti conoscano il rispetto, in cui ci sia giustizia, progettualità amorevole e riguardo verso gli esseri umani ma anche verso l’ambiente e gli animali.


Per fare questo non serve né la massa silenziosa, né la massa polemica, serve costanza e qualsiasi cosa aiuti a ricordarci quello che possiamo essere.


Queste parole ve le dice una persona qualunque, che sono io, che non conto niente, ma questa persona conosce bene la violenza, perché l’ha vissuta, l’ha subita e non la può dimenticare … perché di fronte a quel dolore immenso ci può essere elaborazione, accettazione ma mai dimenticanza.


E allora mi viene da dire benvenga tutto: le panchine rosse, i 25 novembre, gli 8 marzo, ma soprattutto quei progetti, quei gesti concreti e quelle manifestazioni pacifiche in cui si possa realizzare qualcosa di straordinario: un’umanità in cui la violenza di qualsiasi genere e verso qualsiasi genere sia definitivamente bandita.


Che ognuno faccia quello che può.


Magari un giorno ci ritroveremo capaci di realizzarlo.