• Lucia Padovani

HO L'ENDOMETRIOSI

Aggiornamento: mar 14

Io ho l'endometriosi … anzi, è più corretto dire forse che l'endometriosi ha preso possesso della mia pancia. Per me non è una novità, la prima volta che mi parlarono di questa malattia era il 1997, quando me la diagnosticarono, ma evidentemente non ne sapevano ancora molto o magari non avevano ancora capito che è una malattia recidiva, da cui non si guarisce e per la quale non esistono ancora cure vere.

È pazzesco per me, che ho quasi 52 anni, dover fare ancora i conti con questa “entità” (mi viene di chiamarla così) che non vuole mollare il mio utero, le mie ovaie e tutti gli organi che stanno intorno. Dopo 40 anni di mestruazioni devastanti, invece di indebolirsi, è progredita … ha invaso l'intestino, è arrivata al retto, mi ha deformato un ovaio ed ha costellato l'utero di tante piccole cisti a grappolo.

Perchè ne parlo? Lo so che dei fatti miei non frega niente a nessuno, ma questa malattia è invalidante, pochissimi la conoscono perchè non se ne parla, c'è troppa ignoranza in merito e probabilmente non entrerà negli interessi dei ricercatori finchè il numero delle eventuali pazienti non salirà di parecchio.

Eppure stiamo a 3.000.000 circa. Tre milioni di donne che soffrono le pene dell'inferno e che restano “invalide” dentro, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Avrei voluto tanto, a suo tempo, avere il potere di trasmettere il dolore che sentivo io per 5 minuti … 5 minuti del mio tormento ad un medico, ad un ginecologo, a tutte quelle persone che mi guardavano con antipatia perchè pensavano che io facessi la vittima. Fosse stato possibile non lo avrebbero più pensato ve lo garantisco! Sarebbero rimaste lì con me ad urlare in quei maledetti 5 minuti.

Pensate che l'80% delle donne che soffrono di endometriosi hanno ogni mese degli spasmi simili ad una partoriente, qualche volta anche peggiori … ma, ironia della sorte, nel 40% dei casi diventano sterili, quindi usufruiscono del martirio senza godere della gioia di un figlio. Che culo!

Io rientro in quella percentuale ovviamente, perchè me l'hanno diagnosticata troppo tardi, perchè l'operazione ha creato troppe aderenze (ed il mio utero ha perso la sua elasticità), perchè ha continuato a riformarsi.

Da operatore olistico però non mi posso fermare a questi dati, anche perchè la medicina, nonostante l'endometriosi sia conosciuta dal 1690, non ha ancora scoperto né le cause della sua formazione, né le motivazioni del suo continuo riformarsi.

Per tanto tempo, perciò, ho indagato, ho cercato di capire perchè mi fossi fatta venire questa malattia ed il significato che poteva avere per me.

Per fare questo tipo di riflessione dobbiamo per prima cosa notare dove colpisce e cosa fa. Colpisce tutti gli organi che fanno parte del secondo chakra (la pancia), quindi il luogo delle emozioni, della sessualità emotiva e della procreazione. Crea dolore pelvico, dolore nei rapporti sessuali e infertilità.

Ci sono varie interpretazioni al riguardo, ma quella che, a mio avviso, è la più legittima, riguarda la maschilizzazione eccessiva delle donne.

Sarà un caso che l'enzima trovato nell'endometrio delle donne affette da endometriosi, la telomerase, è presente negli spermatozoi? Per quanto mi riguarda no!

Le donne si stanno facendo venire “le palle” e non potendosele far venire fuori se le fanno venire dentro. È come se sentissero il bisogno di trasformarsi per sopravvivere …

È un'interpretazione mia ovviamente, di una donna malata di endometriosi, che crede in spiegazioni che vanno oltre la razionalità scientifica e medica (senza nulla togliere alle medesime).

Onestamente, comunque sia, se la penso su me stessa, mi calza a pennello!

Mia madre voleva quel maschietto che la vita le aveva portato via, nella mia famiglia c'era troppa “debolezza” e così l'ultima della nidiata si è assunta il ruolo della “forte”, che poi si è sempre portata dietro, come una zavorra, come un compito, come un dovere, tanto da essermi conquistata il titolo di “donna con le palle” …

Il mio corpo mi ha ascoltata e le palle me le sono fatte venire davvero, inizialmente per accontentare mamma e papà e poi per difendermi da quel mondo che sembrava tanto ostile alla mia femminilità. Così lo percepivo io … ed è sempre una questione di percezioni, non di verità assoluta.

Per quanto questo ci possa spaventare è un fatto che le donne stanno facendo sempre più “i maschi” e che tale atteggiamento non può portarci cose buone.

L'emancipazione e le conquiste sociali sono dovute, indispensabili ed importanti per noi donne, ma credo che dovremmo arrivarci evitando di imitare i peggiori vizi dell'uomo, evitando di usare aggressività e virilità, ma piuttosto portando energia nuova come donne, un'energia immensa, che noi stesse non conosciamo ancora, che ci farà scoprire l'immenso potenziale della femminilità senza l'uso improprio delle palle che non vogliamo e che ci porta solo dolore!