• Lucia Padovani

FATEVENE UNA RAGIONE ...

Aggiornamento: mar 13

Fatevene una ragione, il mondo cambierà, gli uomini e le donne di lingue diverse e di razze diverse si dovranno mischiare, perché la Torre di Babele deve crollare. Onestamente lo dico con preoccupazione, perché ci sono culture che sono mille anni indietro alla nostra e nemmeno la nostra, diciamocelo francamente, brilla di luce propria.


Parlo dei dogmi religiosi e anche delle tradizioni popolari che convivono ancora con le superstizioni e con la paura, e che vedono, in special modo noi donne, sempre come “fattrici” ed elementi umani di fatto inferiori. Sì perché le chiacchiere stanno a zero e quello che conta è la realtà.


Mi preoccupa, ma vedo che è l’unica salvezza per questa umanità con valori in crollo e, talmente smarrita, da aver perso contatto con il proprio cuore e con le emozioni più importanti.


A Prato non si fanno una ragione dell’espandersi dell’imprenditoria cinese. Si parla di favoritismi e di pizzi. Tutto può essere, ma c’è anche altro dietro, bisogna ammetterlo.


I figli dei vecchi imprenditori non sono stati capaci – nella maggioranza dei casi – di mantenere quello che era stato costruito e le motivazioni possono essere molteplici, ma questo resta un fatto.


È un altro fatto che senza le lavorazioni cinesi la maggior parte dei pratesi – e parlo della parte più povera che è tanta – non avrebbe potuto vestirsi, o comprarsi l’indispensabile, perché con l’avvento dell’euro le famiglie si sono ritrovate improvvisamente con le casse a zero.


E quindi, mentre gli imprenditori si trovavano le spese di gestione aziendale lievitare insieme alle tasse, le trasformazioni che si sarebbero rese necessarie non sono avvenute. Tuttavia la manovalanza cinese l’hanno sfruttata all’inizio, per continuare ad avere un bel conto. Purtroppo poi non l’hanno reinvestita nel modo giusto e nel frattempo i cinesi si sono fatti furbi ed hanno imparato come si lavora a Prato. Il resto lo ha fatto la mafia cinese.


Strano, però, che nessuno abbia detto niente dei russi che si sono comprati tutta Forte dei Marmi e limitrofi. E dire che insieme hanno portato, perdonatemi, la loro “maleducazione” e la loro vodka, oltre che la loro mafia e tanto sfruttamento di giovani ragazze.


Quando sono arrivati gli albanesi è stata la stessa musica.


Adesso che arrivano gli africani siamo alle solite.


Eppure la manovalanza serve e di quella non si lamenta nessuno.


In ogni caso è inevitabile. L’idea della razza crollerà e crolleranno tutti quegli ideali di selezione e di purezza che sono fasulli.


Il buono ed il cattivo, il nero e il bianco, il musulmano e il cristiano, la donna e l’uomo … L’unico baluardo che resisterà per molto, purtroppo, è il ricco e il povero, perché i veri ricchi non molleranno la presa.


Sono in pochi a manovrare questo pianeta e lo faranno per molto tempo ancora e credo anche che si divertano da morire a guardarci mentre facciamo il loro gioco, mentre noi ci scanniamo per una legge che non verrà mai applicata o per un sacchetto del supermercato da pagare, mentre loro continuano con i loro loschi traffici, manovrandoci come marionette.


Si divertono perché stiamo facendo quello che si aspettano da noi: lamentarci in poltrona ed a pancia piena, piena delle schifezze che ci propinano.


Dovremmo preoccuparci piuttosto dell’ignoranza che è il vero problema di questo mondo, dovremmo preoccuparci di comunicare con più empatia, di diffondere più umanità e gentilezza, perché le persone che non hanno amore per i deboli, gli animali ed il pianeta, le persone che dividono invece di unire e trattano tutto come se fosse la loro immondizia, sono ignobili e non si meritano rispetto.


Ecco, guardandolo da fuori questo formicaio, che grida e strepita per una zattera che non sa governare, mi sembra che adesso abbia una sola possibilità: lasciarsi andare alla corrente, nella speranza che il mare ed il cielo, che un Vento Amorevole, ci porti da qualche parte, in un luogo in cui regni la saggezza che, come esseri umani, non abbiamo ancora acquisito.