• Lucia Padovani

QUAGGIU' ... LASSU' ...

Aggiornamento: feb 27

Riporto il mio cuore a riva, dopo tanti maremoti ...

arriva, lo riporto a terra,

Madre mia, la mia terra, perchè son figlia sua.

Lo riporto a Lei com'è ...

vuoto di delusioni e di dolore, stanco di tutto questo squallore.

Stanco di inseguire i sogni sbagliati,

stanco di deludere gli arrabbiati,

stanco di squilibri e su e giù,

stanco di non essere abbastanza quaggiù!

Un cuore vuoto per non essere più niente,

per non tradire le aspettative della gente,

vuoto per essere calice che accoglie,

vuoto per partorire senza doglie.

Stanca del mio essere stanca,

stanca di sentirmi una spelonca.

Stanca delle ripicche e del rancore,

stanca di silenzi astiosi e di gelare.

Stanca di andare alla deriva,

e stanca di sentirmi cattiva.

Non volere più niente e più nessuno,

non volere più essere qualcuno.

Restituisco la mia anima al cielo,

restituisco il mio spirito a Lui solo.

A lei, a lui, a loro, a chi lo vuole così com'è

perchè esista la vera nuova me.

Vado a riva come conchiglia levigata

come chi ha percorso una strada dannata.

Ho voglia di restare a farmi cullare,

dalle onde, dall'acqua, dal mare

per poi ritornare nei suoi flutti

creatura inerme come tutti.

Salvata, viva e curiosa,

nuova, vecchia e giocosa.

Niente ero, niente resto e non è tardi e non è presto.

Apro i battenti all'aldilà e confido in un sano aldiquà.

Essere vuoti non è essere niente,

essere vuoti è vivere il presente,

riempire per svuotare e ancora amare,

colmare per versare per ritornare.

Un gioco eterno di vita in vita,

una ricerca ostinata ed infinita,

adesso ci sono, poi non ci son più,

son quaggiù, qui, là o lassù ...