• Lucia Padovani

LE GNAGNE

Aggiornamento: mar 14

Le gnagne sono una sottospecie infulsa delle impappaglione,


però si muovono come siperni e si pintano come scillone.


Nei periodi d’amore gagiano, figano e petulano,


e in estate foticolano e scollano.


Le gnagne emettono un singulto simile al fapparchito,


ma più piscetto, più tranvato; come se fosse alloffantito.


Le gnagne sembran brige, s’aggentano per un appartigèno,


ma quando arriva il pongio, arranziano, e vanno in ciampalèno.


Temono il concimbuto, le gnagne, l’altrui porcerziana,


ed è allora che rilasciano un gragnolo di fega mercellana.


In questo modo, foreggiano l’ambiente di stranghignata


e il resto della lupeggia resta tutta imprutigginata.


È torpilona quando si falleggia la gnagna,


porta tutti a martellire e subillare una cilegna.


Pensateci e sgrillottate, prima di affobigliarne una …


perché la gnagna è mugia e chipagliona.


Vi prende tutto il grangello che avete scorbellato


e poi vi lascia megi, strisci e pieni di scoglionato.



(In memoria della metasemantica di Maraini)