• Lucia Padovani

AD OCCHI CHIUSI GUARDO IL MONDO ...

Aggiornamento: mar 13

Ad occhi chiusi guardo il mondo. Lascia che lo guardi così, non farmeli aprire. Quello che vedo non mi piace, quello che sono diventata mi spaventa e non c’è niente intorno a me che ricordi i momenti belli. Questa stanza non è più la mia camera, questo letto non è quello che ha accolto i miei sogni, non è più il luogo degli abbracci con mio marito e non so più dove sono tutte le cose a me gradite. Dietro le palpebre posso stare nella realtà che voglio vivere, ritrovare i miei cari, fare pace con tutti e posso spostarmi in ogni tempo per guarirlo, perché il tempo e lo spazio non esistono davvero e tu lo sai, perché hai già dimenticato i luoghi di molte battaglie. Perché dovrei guardare la mia vita adesso? Gente che non conosco mi tocca, mi denuda, mi osserva nella mia intimità. Non posso sentirmi più utile, nemmeno fare finta che questo sia possibile. Perfino guardare voi mi genera dolore perché io vi ricordo bambini, piccole mani che mi cercano, vestitini da cucire, cappotti da chiudere stretti con le sciarpe … ed invece rughe di stanchezza adesso vi solcano il volto mentre la fatica vi curva la schiena. No, lasciami stare ad occhi chiusi, mentre sono con i miei cari, mentre penso alla tavola da apparecchiare per la mia grande famiglia, per tuo padre che torna dal lavoro, per voi che rientrate da scuola. Da qua dietro cerco di risolvere i miei dispiaceri, i miei errori, le mie paure e ciò che non ho capito. Stai tranquilla, ci sono gli angeli che mi aiutano ad affrontare le mie angosce un po’ alla volta. Ad ognuno serve il suo tempo per accettare, per lasciare e per andare verso la luce anche se il tempo che abbiamo qui è stabilito. Perciò lascia che io sia la bimba che cerca la mamma, o la sorella che cerca protezione e perdono, oppure la mamma e la donna che ha ancora una vita preziosa: due pentole sul fuoco, una casa da accudire, qualcuno a cui pensare. Dal fondo di questo letto in cui non ho più dignità, lascia che almeno possa illudermi, non costringermi ad aprire gli occhi. Dammi la possibilità di non avere più paura perché la cosa di cui mi devo liberare è la grande paura, quella che mi ha accompagnato per tutta la vita e che ci ha impedito di stringerci più forte. Accarezza ancora questo corpo, abbracciami anche se non mi ricordo chi sei, baciami quando te lo chiedo perché è l’amore che ci metti che conta, è quello, che io sento e che sentirò sempre. C’è tanta tenerezza anche in questi occhi chiusi, in queste parole confuse e sussurrate, in questo tempo che non è più tempo ma che è pur sempre vita. C’è amore anche per voi adesso perché vi sto abituando alla perdita di questa mia presenza imponente che ha dato amore come sapeva. Sappi che la cosa più terribile che potresti farmi è fermarti, arrestare anche il tuo tempo e la tua vita. Io non ti ho portato in grembo per questo, non ti ho nutrita per vederti affondare. Se vuoi farmi felice sii felice, dedicami ogni momento gioioso, mandami la tua energia d’amore, esulta dei tuoi talenti e fammi ridere come quando eri bambina, perché io ti vedo sempre. E quando sei nella notte, nella cupa notte dell’anima, sentimi mentre ti rimbocco strette le coperte, mentre ti sorrido e sappi che io ci sarò come ci sarà sempre il giorno che viene.