PERFAVORE USA I MIEI SCRITTI SOLO INSIEME AL MIO NOME!

DIRITTI RISERVATI:

LEGGE 633 

DEL 22.04.1941

FIGLIA MIA ...

03 ottobre 2020

Forse ieri, forse oggi, forse domani,

avresti fatto 20 anni.

Che bella età!

Quante volte ho immaginato

i tuoi compleanni,

i nostri abbracci,

i litigi,

i pianti,

le risate.

Non sarei stata una brava mamma,

ma ti avrei coccolata tanto,

ti avrei baciata fino allo sfinimento,

perchè la mia natura è così:

severa ed esigente,

ma anche tanto affettuosa e burlona.

Non ti ho mai dimenticata,

il dolore non fa mai dimenticare,

è come uno sfregio in faccia.

Perciò porto con me silenziosamente,

il dispiacere di non averti toccata,

di non aver sbagliato con te,

il fardello di non averti potuto dire che mi dispiaceva,

di non aver annusato i tuoi capelli.

Ma oggi so che sei con me,

che il tuo spirito vive con me,

che il tuo amore esiste,

così come esiste il mio.

Buon compleanno amore mio,

grazie per avermi attraversata

in questo breve, immenso

cammino di vita.

Ti amo, ti ho sempre amata e ti amerò per sempre!

IL MIO PERFETTO AMANTE

22 Settembre 2020

Scivoli sulla mia pelle e le onde sono come mani che mi avvolgono e mi accarezzano.

Affondo le mie nella tua sabbia come se fosse la tua carne.

Con te mi sento leggera perché tu mi porti in braccio come se fossi piuma.

Il tuo profumo mi inebria e mi stordisce, restando nel mio respiro per giorni.

Il tuo rumore mi culla quando sei calmo e mi fa fremere quando ti agiti.

Sei il mio amante perfetto che accoglie la mia nudità facendomi sentire sempre libera e sempre bella.

Io ti amo nei tuoi tramonti e nelle tue albe,

ti amo quando sono dentro di te e tu dentro di me.

Ti amo perché sei perfetto, perché mi curi ogni male, calmi ogni mio tormento e mi riempi il cuore di gioia.

Ti amo perché mi aspetti, mi ascolti e mi accogli come se fossi la tua più adorata imperfetta sirena.

ESSERE NELLA PIENEZZA DELL'ESSERE

11.07.20

Volersi spogliare della pelle,

tenendo stretta la sapienza delle ossa e la saggezza che ogni muscolo ha dovuto patire.

Voler cambiare faccia e sfregi,

che sono stati segnati dal tempo ...

dai cammini difficili ...

dai sogni infranti e dalle delusioni ...

quelle ricevute

e quelle che non volevo dare.

Poter camminare su questa terra come nuova creazione,

eppure vecchia strega,

perché nessuno mi riconosca

e non mi possa più marchiare a fuoco con i propri bisogni.

Poter essere viva e non morta a metà ...

Fluttuare in quel luogo che sta fra terra e cielo,

senza dover decidere dove andare,

per non sentire più dolore.

Voler ardere ancora di passioni

verso tutto ciò che sono ...

e scorrere nell'acqua inerme,

mentre lei lava via ogni inquietudine.

Avere tempo per il tempo del piacere

senza pensare di rubarlo,

senza dover più patire colpe che non ho ...

Fermarsi, trasformarsi, incedere, volare, cantare, annegare le ansie e mortificare gli sterili meschini, partorienti di povertà d'animo e di disattenzione ...

Essere ...

Essere ...

Semplicemente essere nella pienezza dell'Essere!

MANI ...

01.06.2020

Mani che un tempo erano affusolate e sempre tinte di rosso e che adesso non possono più muoversi.
Mani che hanno cambiato tanti pannolini e che hanno lavato e stirato per tre figli e un marito.
Mani che hanno fatto da mangiare per anni ... e anni e anni, anche se odiavano farlo.
Mani che hanno cucito, che hanno rimboccato coperte, stretto sciarpe e rifatto letti.
Mani che hanno tirato ciabatte e ceffoni e che portavano latte a letto prima di dormire.
Mani che non hanno accarezzato perché nessuno glielo aveva insegnato e che oggi io bacio per recuperare il tempo perduto.
Mani che mi hanno tenuta in collo, che mi hanno pettinata e che hanno pulito la mia faccia ed il mio sedere.
Mani che ho sempre invidiato per la loro bellezza ...
Mani che oggi non hanno la forza di stringere le mie e che fanno stringere il cuore ...
Mio Dio che resta di queste mani?
Una vita di amore sottratto eppure vissuto e due occhi che brillano ogni volta che stiamo insieme.
Che tu sia benedetta e che siano benedette quelle mani! ❤️

IL TEMPO CHE VERRA'

21.03.2020

Cara amica canticchio

così mi distraggo un po’

e siccome son tanto stordita

più forte ti canterò.

Da quando c’è sta carogna

c’è una grossa novità

la vecchia vita è finita ormai

ed una nuova sembra arriverà.

Non si esce più la sera

compreso quando è festa

e pure il giorno col sole in pieno

te lo guardi dalla finestra.

E non possiamo toccarci

ormai da troppe settimane

e quelli che son proprio stronzi

continuan sempre a circolare.

Ma la televisione

ha detto che sto vigliacco

porterà una trasformazione

e molti credon che sia solo un trucco.

Nessuno pensa alle ferie

né vicine né lontane

ci mancano tutti gli abbracci dei cari

e di carezze c’è davvero fame

Il cielo sembra dipinto

e trillan forte i passerotti

ogni giardino è variopinto

e tutti sfornano di gran biscotti.

E si vivrà l’amore

ognuno come gli va

anche le donne saranno felici

con i chili e con l’età

E senza tante paure

vivranno sogni e carità

i talenti si dovranno sfruttare

e chi è cattivo si congelerà.

Vedi cara amica

che giravolta infinita

e come ci si reinventa

anche se tutto spaventa.

Vedi, vedi, vedi, vedi

vedi cara amica

a che si deve arrivare

per riscoprire la vita

per ritornare a sperare

e se nemmeno questa peste ci bastasse

vedi amica cara

vorrei che tutto crollasse

per far rinascere un buon Dio.

Il tempo che sta passando

tra poco passerà

io non sto rimandando

è questo che cambierà.

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NOTTE SENZA LUNA

24.01.2020

Vedo fuoco in questa notte senza luna,
mentre bruciano le pire che illuminano il cielo,
mentre bruciano i roghi che uccidono la libertà,
mentre bruciano le parole cattive.
Ricordo danze intorno ai fuochi di tempi andati,
e rammento strazi di carne lacerata,
grida di paura e di dolore
e illusioni dei pii servi del demonio.
Vedo incendi anche oggi, ieri e domani,
nelle mani, nella voce, nei cuori,
in quello che viene scritto, in quello che non viene detto,
in chi crede di vincere perché urla più forte,
nella iena che divora i cadaveri.
E poi vedo la luce di quel fuoco
rischiarare tutto, illuminare ogni dove ...
è come l’alba di un giorno perfetto,
è come il bagliore di un angelo puro.
Nessuno può nascondersi sotto quella luce,
è la verità divina che si palesa
e che libera nel profondo
anche le anime più atterrite.
E dopo il fuoco e dopo il nuovo giorno
anche la paura svanisce,
perché tu mi hai restituita a me stessa,
mi hai restituito l’amore che credevo mai nato.
Non ho più piaghe madre mia
non ho più paura di perdere o di vincere
non temo più l’abbandono o il biasimo.
Adesso che tu sei forte dentro di me
resta solo l’energia della vita che mi hai donato.
Stabile si mostra quell’amore che credevamo perso
e che invece si era solo nascosto
proprio come fa la luna nera
che è più difficile da scorgere
perché si nasconde nel cielo.
E dopo il fuoco e dopo il nuovo giorno quindi
mi liberi dal male, dal grande divisore
e mi mostri la via mentre mi tieni la mano.
Quando si ritrovano le radici
si può anche rimanere sospesi nel cielo
al buio e al freddo
perché l’amore è la luce, il calore e il potere.
I miracoli cambiano il respiro,
si torna a sperare
e si ritrova il sapore della tenerezza.

MAMMA LUNA

15.11.2019

Ti guardavo l’altra sera mamma luna, piena, rotonda e luminosa,

mentre le nuvole ti passavano attraverso, e mi chiedevo: ti senti mai sospesa nel vuoto come mi sento io adesso?

Senti mai la paura di precipitare in quel buco nero che è l’universo?
Dove la trovi tutta l’energia che ci dai mamma luna?

Quella potente energia femminile che, silenziosa, smuove le maree, le emozioni e l’anima.
Non so se mi ascolti, ma mi piace credere che tu lo faccia e che tu mi guardi, proprio come una madre guarda il suo bimbo muovere i passi nella vita.
Negli ultimi tempi, lo sai, ho avanzato lentamente,

nell’incertezza del silenzio,

ma ho imparato a dare fiducia alle mie sensazioni più profonde dove arrivavano: amore, rabbia, affetto, odio, attesa, speranza, dispiacere, freddezza ..

e sono rimasta lì, non mi sono mossa, non ho indietreggiato né ho avanzato.
In questo vuoto ho imparato a sentire il dolore che mi dava non avere energia femminile alle mie spalle e non averne davanti a me …

ho capito che nessuna donna poteva essermi figlia e che io andavo solo in cerca di braccia che mi cullassero un po’.
Ho continuato a parlare con la mia bambina e le ho detto che adesso veniva il momento più difficile,

ovvero saltare in quel vuoto,

nella speranza che si aprissero le ali che ancora non vedevamo

o che ci fosse una stella meravigliosa come te a prendersi cura di noi.
Siamo lì insieme, vento in faccia, cielo nero pieno di piccoli punti luminosi, piedi sull’ultimo ciglio,

sull’ultimo passo da fare per poter diventare forse, un giorno, come tu sei. Forte, maestosa e piena di energia femminile

nonostante il vuoto che senti.
Dammi solo un altro respiro, dammi ancora un attimo e poi farò quel salto che renderà leggero il mio corpo e che libererà i miei pensieri, facendoli diventare farfalle coloratissime,

che voleranno intorno a me creando una spirale immensa,

grande come la Via Lattea …

AD OCCHI CHIUSI GUARDO IL MONDO ...

05.10.2019

Ad occhi chiusi guardo il mondo.
Lascia che lo guardi così, non farmeli aprire.
Quello che vedo non mi piace,
quello che sono diventata mi spaventa
e non c’è niente intorno a me che ricordi i momenti belli.
Questa stanza non è più la mia camera,
questo letto non è quello che ha accolto i miei sogni,
non è più il luogo degli abbracci con mio marito
e non so più dove sono tutte le cose a me gradite.
Dietro le palpebre posso stare nella realtà che voglio vivere,
ritrovare i miei cari, fare pace con tutti
e posso spostarmi in ogni tempo per guarirlo,
perché il tempo e lo spazio non esistono davvero
e tu lo sai, perché hai già dimenticato i luoghi di molte battaglie.
Perché dovrei guardare la mia vita adesso?
Gente che non conosco mi tocca, mi denuda,
mi osserva nella mia intimità.
Non posso sentirmi più utile,
nemmeno fare finta che questo sia possibile.
Perfino guardare voi mi genera dolore
perché io vi ricordo bambini, piccole mani che mi cercano,
vestitini da cucire, cappotti da chiudere stretti con le sciarpe …
ed invece rughe di stanchezza adesso vi solcano il volto
mentre la fatica vi curva la schiena.
No, lasciami stare ad occhi chiusi,
mentre sono con i miei cari,
mentre penso alla tavola da apparecchiare
per la mia grande famiglia,
per tuo padre che torna dal lavoro,
per voi che rientrate da scuola.
Da qua dietro cerco di risolvere i miei dispiaceri,
i miei errori, le mie paure e ciò che non ho capito.
Stai tranquilla, ci sono gli angeli che mi aiutano
ad affrontare le mie angosce un po’ alla volta.
Ad ognuno serve il suo tempo per accettare,
per lasciare e per andare verso la luce
anche se il tempo che abbiamo qui è stabilito.
Perciò lascia che io sia la bimba che cerca la mamma,
o la sorella che cerca protezione e perdono,
oppure la mamma e la donna che ha ancora una vita preziosa:
due pentole sul fuoco, una casa da accudire,
qualcuno a cui pensare.
Dal fondo di questo letto in cui non ho più dignità,
lascia che almeno possa illudermi,
non costringermi ad aprire gli occhi.
Dammi la possibilità di non avere più paura
perché la cosa di cui mi devo liberare è la grande paura,
quella che mi ha accompagnato per tutta la vita
e che ci ha impedito di stringerci più forte.
Accarezza ancora questo corpo,
abbracciami anche se non mi ricordo chi sei,
baciami quando te lo chiedo
perché è l’amore che ci metti che conta,
è quello, che io sento e che sentirò sempre.
C’è tanta tenerezza anche in questi occhi chiusi,
in queste parole confuse e sussurrate,
in questo tempo che non è più tempo
ma che è pur sempre vita.
C’è amore anche per voi adesso
perché vi sto abituando alla perdita
di questa mia presenza imponente
che ha dato amore come sapeva.
Sappi che la cosa più terribile che potresti farmi è fermarti,
arrestare anche il tuo tempo e la tua vita.
Io non ti ho portato in grembo per questo,
non ti ho nutrita per vederti affondare.
Se vuoi farmi felice sii felice,
dedicami ogni momento gioioso,
mandami la tua energia d’amore,
esulta dei tuoi talenti
e fammi ridere come quando eri bambina,
perché io ti vedo sempre.
E quando sei nella notte,
nella cupa notte dell’anima,
sentimi mentre ti rimbocco strette le coperte,
mentre ti sorrido e sappi che io ci sarò
come ci sarà sempre il giorno che viene.

IO SONO ...

19 agosto 2019

Io sono quello in cui credo, quello che faccio e quello che voglio ...

Sono le emozioni che sento, sono le lacrime ed i sorrisi che si dipingono sulla mia faccia.

Sono il Dio e la Dea, l'angelo e il diavolo, lo Yin e lo Yang, la punta e la coppa, la vecchia e la bambina, la santa e la prostituta.
Sono i dolori che ho vissuto e che ho cercato di curare. Sono le felicità che ho assaporato e gustato come se fossero l'ultimo piatto del condannato a morte.

Sono quel domani che c'è, quel tempo che non esiste, quello che non ho saputo  capire e quello che mi ha donato saggezza.
E tutto questo è l'INTERO, quell'Uno che tutto comprende e che non può essere  cambiato, sostituito o fatto a pezzi.
Io voglio amare quell'intero, me ne voglio prendere cura, voglio imparare a rispettarlo, a dargli fiducia, a liberarlo dalle catene delle credenze ... io per prima ... prima di chiunque altro.
Solo allora, solo quando mi sarò liberata dall'idea della sofferenza come quotazione dell'essere, avrò tutto quello che è giusto che abbia, mentre quello che non è importante, quello che non è utile o che mi danneggia, sparirà da solo!

LE GNAGNE

03.08.2018

Le gnagne sono una sottospecie infulsa delle impappaglione,

però si muovono come siperni e si pintano come scillone.

Nei periodi d’amore gagiano, figano e petulano,

e in estate foticolano e scollano.

Le gnagne emettono un singulto simile al fapparchito,

ma più piscetto, più tranvato; come se fosse alloffantito.

Le gnagne sembran brige, s’aggentano per un appartigèno,

ma quando arriva il pongio, arranziano, e vanno in ciampalèno.

Temono il concimbuto, le gnagne, l’altrui porcerziana,

ed è allora che rilasciano un gragnolo di fega mercellana.

In questo modo, foreggiano l’ambiente di stranghignata

e il resto della lupeggia resta tutta imprutigginata.

È torpilona quando si falleggia la gnagna,

porta tutti a martellire e subillare una cilegna.

Pensateci e sgrillottate, prima di affobigliarne una …

perché la gnagna è mugia e chipagliona.

Vi prende tutto il grangello che avete scorbellato

e poi vi lascia megi, strisci e pieni di scoglionato.

(In memoria della metasemantica di Maraini)

Lucia Padovani

VORREI VOLARE

23.12.2017

Vorrei volare,

non come fanno gli uccelli,

perchè ali grandi come quelle che vorrei io

non esistono.

Si dovrebbe essere tanto leggeri

per volare in mezzo alle nuvole,

per assopirsi sui cirri,

per saltare tra i nembi.

Si deve essere agili come il vento

per andare verso l'ovunque che c'è.

Bisogna amarlo il Cielo

e con i suoi occhi 

guardare pieni d'Amore la Terra,

la Sua Compagna, la Sua Sposa.

Vivere qui, giù, su,

di là, 

ovunque ti va.

E' il mio spirito che sogna

mentre vivo,

che sogna di essere un angelo,

un angelo dalle immense ali

colorate di azzurro e di rosa.

HO VINTO! Forse poesia o forse no!

01 AGOSTO 2016

Oggi ho vinto!
Oggi un cattivo ricordo prende il sopravvento …
ma resta il fatto che io ho vinto … 
Ho vinto perchè sono sopravvissuta,
ho vinto perchè non ho subito disfatta,
ho vinto perchè ho imparato,
e ho vinto perchè ho amato.
Potrei chiedere di più?
No, non posso! Ho vinto … 
Mi stavo scavando la fossa da sola,
ma in quella tomba non ci sono finita io.
“Lascia che i morti seppelliscano i morti” …
ed il morto non ero io,
una scintilla di vita era ancora accesa in me
e così sono tornata ad essere araba fenice … 
incenerita e risorta,
dominante come un drago,
agguerrita come una spada,
creativa come la luna. 
Ho vinto!
Non è l'orgoglio malato a dirlo,
è la mia dignità di persona a gridarlo.
Ho vinto!
Sulla cattiveria, l'indifferenza, la pazzia … 
Sulla malignità, l'invidia, la fetenzia … 
Ho vinto!
Sono qui a scriverlo e mi sembra un trionfo,
e sento dentro al cuore come un tonfo.
Ho vinto!
Tutte quelle zavorre ai piedi le ho mollate
e sento di volare, libera e maestosa
lo sento che oggi posso volteggiare … 
perchè sono libera ...
libera da tutto, anche dal malato bisogno
da quel disperato desiderio di amore
che mi rendeva schiava
che mi umiliava e mi tradiva.
Oggi ricorrono ricordi dolorosi
ma io sono ancora viva,
più viva di sempre
e mi sento le regine di tutto il mazzo
che del male si sono rotte il cazzo!

GUARDAMI!

26 NOVEMBRE 2015

Guardami! Mi vedi?

Io esisto …

Vai oltre la scorza, vai oltre l'armatura,

io non sono acciaio e non sono ferro …

io sono vetro … sono rame!

Entra nel mio sguardo, entra nel mio mondo,

ci troverai un cane ferito,

ci troverai una bambina smarrita,

ci troverai un essere umano.

Non ti fermare … spendi un po' di tempo.

Vai oltre la prima porta, anche oltre la seconda …

vai oltre la carne e oltre il sangue

e troverai un'anima che grida.

La sua non è rabbia, lì non c'è orgoglio,

lì troverai solo paura e dolore,

per l'indifferenza,

per il vuoto,

per il silenzio.

C'è dispiacere e tanto,

per quello che non ho saputo fare,

per quello che non ho saputo essere,

per ogni parola che mi ha pugnalata,

per ogni carezza che è mancata,

per quella me che non ho accolto.

Mi sono cercata in ogni abbraccio che ti ho dato,

mi sono rivista in ogni lacrima che hai versato,

mi sono accolta quando ho accolto te,

mi sono ascoltata quando ti ho ascoltato.

Ma non ho ancora sciolto il mio nodo stretto …

Ho aperto cassetti e armadi,

ho svuotato tutto …

Ho scavato fosse, tirato fuori i morti,

li ho sezionati e bruciati …

ma non è bastato!

Adesso sono nella profondità,

dove c'è buio, dove c'è deserto

e mi va bene così …

mi difendo meglio così.

Devo trovare una pozza d'acqua,

devo trovare uno specchio,

qualcosa in cui riflettermi,

perchè ho cercato senza guardarmi,

mi sono rivista in te ma non ero io.

Devo imparare a contemplarmi

senza diventare narciso,

devo imparare a vedermi,

a vedere la bellezza e l'amore che c'è

devo imparare ad allontanarmi per avvicinarmi,

a credere che io esisto anche senza di te.

LA FELICITA' FORSE ...

09 OTTOBRE 2015

Felicità, forse ... è essere contro

… serve il coraggio di viverla

è un modo per creare uno scontro

… manca la forza di accoglierla.

In un mondo fatto di lamentele,

d'ingratitudine e di false chimere...

bisogna consumarsi come candele …

si deve coltivare fervidamente il dispiacere.

Chi è felice è antipatico,

chi sorride troppo è stupido,

chi cerca realizzazione è pazzo,

chi insegue i sogni è stronzo.

Felicità forse è intesa come egoismo,

è interpretato come squallido arrivismo …

anzitutto devi pensare all'altrui bene

e poco conta quante siano le tue pene.

Felicità è un attimo, ti dicono,

dura il tempo di sospirare,

sono momenti che scadono,

sei uno sciocco se ti fai raggirare.

La felicità forse viene fraintesa,

o sostituita, o disattesa,

viene subito prima di una preoccupazione

e non c'è tempo per dargli attenzione.

Voglio credere, anzi, sostengo,

che la felicità non è solo un frammento,

non è fede, né speranza,

non è amore, né fratellanza.

La felicità è un senso perduto,

come la vista, il gusto o l'udito,

un senso che dà senso al nostro vivere,

un senso che dà entusiasmo al nostro essere.

Siate felici smodatamente,

siate felici sfacciatamente,

affinchè si aprano gli occhi ai ciechi,

affinchè si dia da mangiare agli affamati.

Faccia la gioia risorgere i morti

possa la gioia dissolvere i torti

e che infine si sturino gli orecchi ai sordi,

che, in fondo, son solo dei codardi.

 

LE ORME ...

Lascio orme, ne calpesto altre ... tante ...

Piccole, grandi, enormi ...

Il mare eterno le cancellerà tutte, le mie, le loro, il tutto!

Lasciare un'impronta eterna ...

Chi non lo desidera?

Lasciare qualcosa di sè che nessuno possa cancellare.

Succede ... se pensi di non essere un miracolo ...se credi di essere inutile ...

se ti sei sentita invisibile ...se non pensi di meritare un ricordo ...

La mia ombra, quindi, c'è,

cammina sempre con me, vive dentro di me e accanto a me,

non mi molla mai ...

Solo quando ho il sole in faccia non la vedo,

resta dietro di me, nascosta, come le orme che lascio ...

E' poco visibile quando il sole è alto,

ma questa illusione dura poco tempo.

Eppure la mia ombra mi dice che esisto,

che cammino in questo mondo,

mi ricorda le mie inquietudinie,

quello che devo ancora comprendere.

L'eterno cancellerà le mie impronte in questo mondo ...

ma la mia ombra resterà con me, in ogni tempo, luogo e rinascita,

finchè io non la dissolverò nella luce.

Perciò quello che io sono è eterno, come il mare ...

ed io mi accosto a questo mistero con rispetto, in silenzio,

in ginocchio,

accogliente come la luna,

infuocata come il sole al tramonto.

Portati pure via la mia impronta, ma promettimi che sarò sempre anch'io ...

il movimento dolce del mare,

il sussurro lieve del vento,

un elemento vivo della natura,

che parla all'anima,

che allevia i dolori,

che incendia i cuori e fa rinascere gli spiriti!

E AVRO' ...

E avrò …

ogni desiderio esaudito

il mio animo rasserenato

il mio corpo risanato.

 

E avrò …

nuovi ambizioni da realizzare

e nuovi luoghi da visitare

e nuova gente da accarezzare.

 

E avrò …

sorrisi da regalare

e dolori da dimenticare

e vigliacchi da perdonare

 

E avrò …

la divinità in me resuscitata

e la mia mente illuminata

e la parola di un profeta.

 

E avrò …

lasciato alle spalle l'inutilità

disperso le anime immerse in falsità

annullato l'odio, il rancore e la banalità.

 

E avrò …

mille cose ancora da imparare

la possibilità di insegnare

e semi di speranza da seminare.

 

E avrò …

tutto quello che voglio e che posso

cancellando la colpa del possesso

e donando ciò che è in eccesso.

 

Avrò, sarò e vivrò

tutto quello che vorrò

perché l'Universo sogna con i miei sogni

e anela di realizzare i miei bisogni.

 

Io ho, sono e vivo

e quello che non c'è è in arrivo

perché credo in un circuito meraviglioso

che si nutre di un amore miracoloso.

 

Quaggiù ... lassù ...

03 Luglio 2015

Riporto il mio cuore a riva, dopo tanti maremoti ...

arriva, lo riporto a terra,

Madre mia, la mia terra, perchè son figlia sua.

Lo riporto a Lei com'è ...

vuoto di delusioni e di dolore, stanco di tutto questo squallore.

Stanco di inseguire i sogni sbagliati,

stanco di deludere gli arrabbiati,

stanco di squilibri e su e giù,

stanco di non essere abbastanza quaggiù!

Un cuore vuoto per non essere più niente,

per non tradire le aspettative della gente,

vuoto per essere calice che accoglie,

vuoto per partorire senza doglie.

Stanca del mio essere stanca,

stanca di sentirmi una spelonca.

Stanca delle ripicche e del rancore,

stanca di silenzi astiosi e di gelare.

Stanca di andare alla deriva,

e stanca di sentirmi cattiva.

Non volere più niente e più nessuno,

non volere più essere qualcuno.

Restituisco la mia anima al cielo,

restituisco il mio spirito a Lui solo.

A lei, a lui, a loro, a chi lo vuole così com'è

perchè esista la vera nuova me.

Vado a riva come conchiglia levigata

come chi ha percorso una strada dannata.

Ho voglia di restare a farmi cullare,

dalle onde, dall'acqua, dal mare

per poi ritornare nei suoi flutti

creatura inerme come tutti.

Salvata, viva e curiosa,

nuova, vecchia e giocosa.

Niente ero, niente resto e non è tardi e non è presto.

Apro i battenti all'aldilà e confido in un sano aldiquà.

Essere vuoti non è essere niente,

essere vuoti è vivere il presente,

riempire per svuotare e ancora amare,

colmare per versare per ritornare.

Un gioco eterno di vita in vita,

una ricerca ostinata ed infinita,

adesso ci sono, poi non ci son più,

son quaggiù, qui, là o lassù ...

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Lucia Padovani - indirizzo email: luciapadovani@live.it

Telefono: 333.7059122

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