PERFAVORE USA I MIEI SCRITTI SOLO INSIEME AL MIO NOME!

DIRITTI RISERVATI:

LEGGE 633 

DEL 22.04.1941

A NOI I VIRUS CI FACEVANO UN BAFFO!

08 ottobre 2020

Ho avuto un'illuminazione tra l'ironico ed il sarcastico ... ma la nostra generazione come ha fatto a sopravvivere ai virus? E cosa è successo dopo? Perchè i virus stanno diventando così violenti? Chi lo sa! Però qualche domandina facciamocela, magari fuori dai cori ...

https://youtu.be/B0yiu5kWUcE

GIORNATA DELLA NO VIOLENZA

02 Ottobre 2020

Bisogna rendersene conto … dobbiamo imparare ad usare un altro nome, affermativo, che ci faccia sentire il senso di questo giorno e di tutti gli altri, altrimenti la violenza avrà la meglio.

Il “non” è il grande assente del nostro cervello ma anche della nostra anima. Il “non” è inesistente. Esiste il NO ed il SI’ e basta! Perciò, o cominciamo a dire: “Giornata della NO VIOLENZA” o cominciamo a parlare unicamente in termini di PACE, ACCETTAZIONE, RISPETTO, COMUNICAZIONE EMPATICA ED EDUCATA, ecc … altrimenti diventano inutili anche le marce e le preghiere.

Attualmente il livello di rabbia è alle stelle. L’uomo si sta comportando come il selvaggio messo in gabbia, come il preistorico che vive di emozioni primordiali senza saperle gestire, come un illuso che non ha raggiunto il livello evolutivo che immaginiamo di avere.

In effetti ce la stiamo raccontando su tante cose, altrimenti andremmo alla ricerca di noi stessi e del nostro sentire come Diogene.

Non accontentiamoci di quello che ci vogliono dare, andiamo oltre, entriamo nella nostra anima con una lanterna e cerchiamo di ascoltare i nostri sentimenti per capire cosa davvero ci fa stare male e quando e come siamo violenti … perché tutti lo siamo un po’ … tutti abbiamo un potenziale assassino nelle viscere. Ammettiamolo!

Ed ammesso questo poi parliamo ancora di pace, ma più che parlarne, facciamo, pratichiamo, esploriamo nuove strade, altrimenti stiamo a zero!

Buona giornata del rispetto a tutti

GUARIRE LA VITTIMA IN NOI

01.09.2020

Quando il corpo si ammala grida e grida solo per tre motivi:

 

. il primo è per avere l’attenzione di chi non ce la da,

. il secondo è per avere la nostra attenzione,

. il terzo è per poter tirare fuori il male che non ci permettiamo di esprimere.

 

Se la risposta intorno a noi è immediata, come fa la mamma quando va ad abbracciare il bimbo che piange, allora il male di quando in quando si acquieterà, ma se la risposta diventerà altalenante noi continueremo a disperarci, a gridare, a farci vittime di noi stessi e del nostro dolore.

Non ci prenderemo più cura dei nostri tormenti ma pretenderemo sempre di più che lo facciano gli altri e quando non lo faranno – perché alla fine succederà questo – diventerà una battaglia e poi una guerra e infine la devastazione, perché il male si farà più profondo, più forte e più pericoloso, affinché perfino i sordi possano sentire e perfino i ciechi possano vedere la nostra sofferenza.

È l’anima che fa la questua e noi diventiamo vittime e vittimisti per sete disperata di attenzione, di obbedienza e di amore.

Questo giro vizioso si può interrompere solo in un modo: ascoltando quel dolore antico che ci ha fatto sentire poco amati o che ci fa sentire poco amati oggi … coccolarlo, abbracciarlo, accettarlo e cessare ogni bisogno malato, ogni bisogno che diventa un ricatto di amore.

Si deve sprofondare in quel senso di vuoto che si crea e riempirlo, altrimenti il nostro corpo si immolerà al martirio e noi diventeremo eterne patetiche vittime di noi stessi.

Questo è il vero passaggio per guarire e strapparci la vittima da dosso ed anch’esso è difficile, soprattutto insidioso, pieno di trappole e di ricadute. Tuttavia ammettere di essere “soli” in questo mondo, cioè ammettere che il nostro viaggio di crescita e di evoluzione è solo nostro e di nessun altro e che gli altri non sono che comparse, gradite o sgradite, stabili o transitorie, con i loro compiti, che dobbiamo imparare a lasciare andare, che dobbiamo lasciare al loro destino, è l’unica via per la guarigione totale.

È difficile?

Quanto è difficile rimanere vittime per sempre?

AMIAMOLO QUESTO MONDO ...

14.08.2020

Amiamolo questo mondo, altrimenti non potrà guarire …

Bisogna ascoltarla questa umanità che grida, altrimenti non riusciremo più a capire le parole che urla ed i folli gesti che compie …

Insegniamo ai ragazzi che la libertà non è vivere di prepotenza e che il successo non è essere perfetti, avere miliardi o stare sui giornali … Hanno bisogno e sete di essere liberati dalle aspettative, solo così potranno smetterla di correre come dei disperati che sono usciti di prigione …

Dobbiamo imparare a rispettarla davvero la natura, in ogni sua forma, e lei ci restituirà ogni bene a piene mani … Dobbiamo capire, per salvarci e per salvarla, che noi ne facciamo parte, che noi siamo Terra, Fuoco, Aria e Acqua ma che non potremo custodire niente se non impariamo a comunicare fra esseri umani.

Questo fa parte della nostra evoluzione!

Non possiamo crescere umanamente e spiritualmente se intendiamo interagire solo con la Natura. È una cosa indispensabile per noi, che stiamo su due gambe, riconoscere da dove proveniamo, chi siamo e dove dobbiamo dirigerci.

Insieme!

Non è vero che tutti gli uomini vivono di prepotenza, non è vero che siamo tutti cattivi. È quello che vogliono farci credere, perché la divisione rende potente l’energia negativa da cui ci sentiamo sommersi.

Più ci dicono che siamo lontani dall’Amore Universale che ci ha concepiti, più ci sentiremo infernali.

È il corpo di dolore, il dolore che sentiamo, che ci fa vedere tutto in maniera distorta, che si droga di altro male e che vede solo il male.

Il tormento che abbiamo dentro, e che non ha niente a che fare con gli altri, che è la nostra personale frustrazione, ha bisogno di altro male per sopravvivere e così ingolliamo un orrore dietro l’altro, come se non bastasse mai.

Se non fossimo ciechi ci accorgeremmo che quello che è successo negli ultimi mesi è solo lo specchio di ciò che ci trasciniamo dietro da tempo.

Il Covid è diventato virale come un video di bullismo, il lockdown ci ha messi in isolamento perché siamo divisi, la maschera è quella che indossiamo per la buona convivenza sociale, muoiono le persone anziane perché le consideriamo inutili e l’incoscienza che vediamo è l’incoscienza con cui viviamo la nostra vita.

È solo un’imitazione … è la nostra esistenza messa in scena, come uno spettacolo teatrale!

Non costruiamo fiducia, né dialoghi, né comprensione, ma sappiamo costruire benissimo muri e vaccini in laboratorio … però non c’è ancora il vaccino per l’infelicità, per il nostro dolore … quello può essere curato solo dall’Amore Vero, il nostro è troppo malato.

Che questo Ferragosto ci aiuti a ritrovare l’Amore perduto!

IO ASPETTO SULLA RIVA ... IN PACE

02.07.20

Un giorno un giovane vigoroso si presentò, trafelato e furente, davanti al saggio Confucio. Disse: "Un mio nemico mi ha oltraggiato e desidero ardentemente di vendicarmi. Quale modo ritieni giusto per punirlo adeguatamente, in modo che io abbia soddisfazione?"

Confucio rispose: "Raccogli le tue cose, vai sulla riva del fiume, siediti e aspetta. Un giorno vedrai il cadavere del tuo nemico passarti davanti.

Questa risposta di Confucio, che non consiglia di stare immobile ma di "aspettare", elaborando le emozioni in attesa di una giustizia superiore, mi è sempre sembrata perfetta perchè è pacifista e fiduciosa nella Vita.

Tuttavia molte persone dicono che non c'è giustizia in questa vita e che questo principio non vale a niente perchè, alla fine, la punizione tanto attesa non la vedono mai.

Ho sempre pensato che noi non possiamo capire il senso di giustizia della vita e che un giorno, forse non in questa esistenza, qualcuno ci spiegherà ...

Negli ultimi tempi però, la Vita sembra volermi dire qualcosa e cioè che mi devo domandare CHI E' o COSA E' il VERO NEMICO ... Sicuramente è qualcosa deve morire e deve passare oltre ... ma cosa è?

L'orgoglio che ha ferito questo rapporto? La gelosia? La frustrazione? Le aspettative? L'invidia? Il possesso? I fraintendimenti? La paura? Il bisogno di trovare qualcuno a cui affibbiare la colpa della nostra sofferenza? Il continuare a rendersi vittime di qualcuno?

In quel sedersi e attendere c'è l'essenza della saggezza.

Aspetta! Non volere subito delle risposte, non volere subito giustizia, perchè tu non sei capace di vedere tutto il quadro completo; i tuoi occhi ed il tuo cuore sono pieni di rabbia e di emozioni negative che offuscano il tuo sguardo.

Aspetta! Un giorno vedrai passare qualcosa che è finalmente morto in te o perfino quel vecchio te stesso che ti ha reso nemico della tua stessa vita.

Ed aspettando, mentre il cuore si acquieta e le cose cambiano, può succedere che scopri che quella persona era il nemico che va ringraziato, perchè ti stava mettendo di fronte alla scelta di volerti un po' più bene, di guardare dove non stavi guardando, di ascoltare quello che non volevi sentire.

Prima di volere vendetta, prima di farti annientare dal dolore o dalla rabbia, isolati e aspetta. La fretta non è mai una buona consigliera.

Aspetta, finchè quello che sentivi è cambiato e quello che ti faceva male si è trasformato in Amore ... per te, per la Vita, perfino per quello che è accaduto!

Tutto ha un senso, anche se in quel momento non riesci a vederlo. E allora, magari, un giorno, ritroverai persone che credevi non avresti mai più incontrato e da cui non avresti mai più ricevuto le risposte di cui avevi bisogno.

Siediti e aspetta ... prima o poi il nemico passa e tu avrai finalmente capito cosa è accaduto!

RIFLESSIONI SULL'AMICIZIA - PARTE II°

07.05.20

E dopo aver percorso le selve oscure all'interno delle convinzioni giuste o sbagliate sull'amicizia ... ecco i TRE PUNTI FERMI ... Le tre zampe su cui si deve reggere il mio SOLIDO TAVOLO DELL'AMICIZIA. Assomiglia al vostro? A presto con l'inferno delle amicizie sbagliate!

https://www.youtube.com/watch?v=xl6YggQoQp0

Buon ascolto!

RIFLESSIONI SULL'AMICIZIA - PARTE 1°

07.05.2020

Credo che il Covid qualcosa lo abbia fatto ...

Credo che abbia costretto molte persone a riconsiderare alcuni aspetti della propria vita. Io ho meditato sull'amicizia ... anzi, lo voglio scrivere con la maiuscola ... SULL'AMICIZIA!

Essendo stata una riflessione lunga l'ho divisa in più punti ...

1) COSA MI VA BENE E NO DEI PENSIERI COMUNI,

2) I TRE PUNTI ESSENZIALI CHE SECONDO ME RENDONO UNA PERSONA UN AMICO,

3) LE PERSONE CHE VANNO ASSOLUTAMENTE EVITATE. E' chiaro ... è un mio punto di vista, ma crea molti spunti di riflessione e spero che alimenti i tuoi!

Buon ascolto :-)

https://www.youtube.com/watch?v=mBomXytWNEE&t=52s

LIBERTA' DI ESSERE

20.04.2020

Un filo leggero ti lega ancora alla vita
un filo che si sfibra ogni giorno di più.
La tua voce sembra venire dagli antri della terra
ed è difficile capire le parole ...
ma i tuoi occhi, il tuo sorriso ...
quelli sono limpidi come mai li ho visti.
E nel frattempo,
i tasselli del puzzle si riempiono,
completano il quadro,
di quella parte di sangue che ti appartiene
e che mi appartiene.
Cose nascoste di cui si parla poco
perchè delle passioni le donne si vergognano.
Non ho potuto seguire l'arte che amavo
perchè non hai voluto,
eppure ho scoperto che era
un'arte che anche tu amavi!
Le figlie seguono la scia delle madri
anche quando non vorrebbero.
Le madri legano le figlie ai loro vuoti,
alle loro insicurezze,
anche quando non vorrebbero.
Vedo te, bambina ubbidiente,
ma anche giovane ambiziosa
bramosa di uscire fuori.
Tuttavia ti era stato insegnato che non stava bene,
che le femmine che fanno teatro
saranno sempre delle donnacce ...
Un giorno mi vedrai mamma,
lo spero,
un giorno reciteremo insieme mamma,
lo so
e allora rideremo come non mai
e voleremo per gettare il magico seme
l'unico seme che manca sulla terra,
l'unico seme che manca a noi donne,
il seme della LIBERTA' DI ESSERE
QUELLO CHE POSSIAMO ESSERE!

Per te mamma ... 

(Foto scattata alla Guido Monaco nel 1947)

La seconda in piedi da destra è Milvia Alba Vannini - la mia mamma  

PASQUA 2020

12.12.2020

Una Pasqua difficile questa con il Covid19 che imperversa, prigionieri nelle nostre case. Un augurio diverso dal solito questo che invio, a nome anche delle donne dello spettacolo "Pigiama Party - il gioco dei ricordi", che spero vi arrivi con tutta la Fede, la Speranza e l'Amore di cui necessitiamo.

Buona visione del link sotto!!!

https://www.youtube.com/watch?v=RW4nm2AuA4U&t=2s

IO SONO LUCIA PADOVANI VANNINI

08.04.20

Non ho due cognomi perchè sono una nobildonna ...

Quello che leggete in aggiunta è il cognome di mia madre e se avete due minuti di tempo e la curiosità di capire, vi spiego perchè l'ho voluto inserire ...
Lo scorso mese di marzo il terribile Covid19 ci ha chiusi nelle nostre case e ci ha permesso di fare delle riflessioni, di ascoltarci più in profondità ... 
Comunque la pensiamo, questa clausura forzata, ha dato la possibilità alla terra di respirare e di rigenerarsi, e questo mi ha riportata al tema della madre e della donna.
In marzo erano state programmate, peraltro, grandi manifestazioni che non hanno potuto vedere la luce, tra cui anche il nostro spettacolo e questo, anche se ovviamente mi è dispiaciuto enormemente, non lo considero un fatto del tutto negativo perchè ci ha fatto capire che il rispetto e l'attenzione per i diritti umani femminili (così come per il nostro pianeta), non sono fissati sul calendario in soli due mesi all'anno, cioè di marzo e di novembre, ma che li dovremmo coltivare tutti i giorni.
Anche la mattanza pasquale degli agnelli in questo momento viene dolorosamente rappresentata dalla morte delle tante persone, per lo più anziane, che se ne stanno andando, da sole, a causa di questo virus che ci sta facendo vivere quasi una guerra!
Le due cose combinate ovviamente hanno alimentato le preoccupazioni per la mia mamma che sta molto male e che non vedo da più di due mesi.
La mente si è affollata di ricordi di noi due, della nostra vita insieme, delle nostre lotte, del nostro amore difficile e tormentato, ho pensato a quello che io sono, a quello che siamo state, a quello che lei è stata e a cosa rimarrà della sua vita.
In ogni caso, qualsiasi cosa sia successa, se io sono quello che sono oggi lo devo anche a lei e questo me lo ha ricordato una giovane donna di nome Veronica.
E allora ho pensato che lei sarebbe stata davvero tanto felice di vedere il suo cognome insieme a quello di mio padre, accanto al mio nome. Lei non può più vedere, ma so che la sua anima sa tutto ed io voglio che lo sappia.
Ho pensato anche, che se tutti portassero il cognome della madre, se almeno ogni tanto dicessero a voce alta: "Io mi chiamo ..... Lucia Padovani Vannini", ci sarebbe traccia anche di loro, della loro genealogia e del fatto indiscutibile che tutti noi proveniamo da una donna, da una madre, non solo da un padre, perchè anche lei ci ha messo tanto ... in realtà credo di poter dire, senza recare offesa ad alcuno, che ci ha messo di più per darci la vita.

La possibilità di rendere palpabile la presenza di mia madre mi fa sentire più in equilibrio e anche una figlia migliore, che non si mette a giudizio della sua vita, come purtroppo accade quasi sempre, com'è accaduto anche a me!
Perciò sappiate che io sono figlia di Marco Padovani e di Milvia Alba Vannini e che a loro devo il mio esistere!
Sono infinitamente grata a loro di questo bene meraviglioso
che è la vita.

IL VIANDANTE (storiella di Primavera)

21.03.2019

La giovane fanciulla, seduta vicino al fuoco accanto alla vecchia saggia, chiese: “Dimmi nonna, c’è qualcosa che puoi ancora insegnarmi di me stessa, prima che il gelido inverno finisca ed io possa finalmente essere primavera e rinascere?”

“Tu sarai straordinaria, perché ogni rinascita lo è” - le disse l’anziana mentre continuava ad attizzare il fuoco - “Tuttavia c’è qualcosa che non hai ancora imparato. C’è qualcosa che devi comprendere per poter presto germogliare e poi maturare in estate.”

“Dimmi nonna, cos’è che potrebbe inaridire i miei germogli?”

E la nonna iniziò a narrare una storia …

“C’era una volta un pezzo di vetro colorato che se ne stava in un fiume dove l’acqua, col passare del tempo, lo aveva levigato, e che brillava sotto il sole come una pietra preziosa. Un viandante passo di là, lo vide e si disse che non aveva mai visto niente di così bello e lo volle per sé. Fece di tutto per prenderlo e fu orgoglioso di averlo, ma quando il vetro fu asciutto ed il sole lasciò il passo alla luna, al viandante non sembrò più di avere fra le mani una pietra preziosa, e così lo buttò via.”

“Nonna, non ho ancora capito …”

“Lascia che continui – disse la nonna – e vedrai che capirai.”

“Il viandante durante il suo cammino trovò un roseto meraviglioso e, fra tutte le rose in boccio, ce n’era una che spiccava per bellezza e profumo sopra tutte le altre. Il viandante si ingegnò per averla e per non pungersi con le sue spine. La tagliò e se la mise in tasca, ma la mattina dopo la rosa aveva già cominciato a sfiorire e lui allora, deluso, la lasciò su un masso a marcire. Più avanti, quando il viandante ebbe bisogno di riparo dal sole e di un albero forte a cui appoggiarsi, trovò ristoro sotto una magnifica quercia e decise che sarebbe rimasto lì per sempre, ma quando si accorse che le sue ghiande non potevano nutrirlo lui, deluso, lasciò la grande quercia e si rimise in cammino. Il viandante ebbe fame e fortunatamente, in una stalla, trovò una mucca che aveva appena dato alla luce un vitellino e allora si nutrì del suo latte, ma quando si accorse che con la mucca non poteva parlare, deluso, la lasciò lì e tornò sul suo sentiero. Il viandante era qualcuno che amava la rondine perché portava la primavera, ma la detestava perché andandosene portava via l’estate; era qualcuno che amava la maestosità dell’aquila ma poi l’accusava di essere troppo arrogante; era qualcuno che amava il mare solo quando era calmo perché non sapeva gestire le sue tempeste; era qualcuno che si faceva lavare dalla pioggia ma che poi ne biasimava l’umidità; era qualcuno che amava il sole ma ne criticava il calore … e potrei continuare all’infinito tesoro …”

“Chi è questo qualcuno nonna? L’ho forse trovato sul mio cammino e non l’ho riconosciuto?”

“Sì, è qualcuno a cui hai permesso di distruggere i tuoi virgulti e che non sarà mai soddisfatto da quello che potrai donargli. Lui non è in cerca di te, non vuole conoscerti, non vuole aiutarti ad essere ciò che sei, vuole solo avere da te quello che non ha, ma quando si accorgerà che qualcosa ti manca, perché c’è sempre qualcosa che manca, allora vedrà solo quell’imperfezione e non ci sarà più niente che potrai fare per tenerlo con te.”

“Ma io non sono mai stata né vetro, né quercia, né aquila, né mare …” disse la fanciulla preoccupata.

“Tu sei stata tutte queste cose e nessuna di loro. Ti sei fatta rosa, rondine, latte, pioggia … ma non hai ancora capito che sei terra e che la terra può essere molto fertile quando trova un buon contadino. Allora, quando la terra avrà trovato il buon contadino ed il contadino la buona terra, ogni seme porterà il suo frutto ed entrambi si sentiranno soddisfatti. Il contadino non si farà spaventare dall’inverno, non pretenderà che la terra doni sempre gli stessi frutti, non si aspetterà che essa sia sempre prospera e l’aiuterà a coltivarsi. E la terra non si dispiacerà per il viandante, perché lui passa per insegnare alla terra ciò che essa è ma non può aiutarla a tirar via le erbacce, perché non lo sa fare.”

“Chi è il buon contadino nonna?”

“Il buon contadino è il buon amico.”, disse lei.

“E chi è il viandante nonna?”, chiese ancora la fanciulla.

“Il viandante è qualcuno che non sa cosa cerca e lo cerca ovunque. È qualcuno che non può essere un amico tesoro, perché non vuole conoscere la tua terra, vuole solo che tu lo nutra perché ha fame. Guardati dal viandante tesoro, perché quello che sei non sarà mai abbastanza per lui.”

 

Lucia Padovani

PER L'ERA DI MICHELE

09/04/2018

Oggi ho ritrovato, non a caso credo, questo pensiero di Steiner, che io ritengo sia stato un uomo illuminato! 

Per chi non lo sapesse questa è l'era di Michele Arcangelo, anche detta l'era dell'Acquario, e rileggendo questo suo lascito mi sembra che parli proprio di adesso, di questo preciso momento, in cui sento e vedo un grande caos generale; un caos che ci costringe a cambiare nel profondo. 

Dobbiamo sradicare dall’anima tutta la paura

e il timore di ciò che il futuro può portare all’uomo.

Dobbiamo acquisire serenità in tutti i sentimenti

e sensazioni rispetto al futuro.

Dobbiamo guardare in avanti con assoluta equanimità

verso tutto ciò che può venire e dobbiamo pensare

che tutto quello che verrà ci sarà dato da una

direzione del mondo piena di sapienza.

Questo è parte di ciò che dobbiamo imparare in questa era:

a saper vivere con assoluta fiducia, senza nessuna

sicurezza nell’esistenza; fiducia nell’aiuto

sempre presente del mondo spirituale.

In verità nulla avrà valore se ci manca il coraggio.

Discipliniamo la nostra volontà e cerchiamo

il risveglio interiore tutte le mattine e tutte le notti.

Rudolf Steiner

NON SONO NELLA MATRIX

07 luglio 2016

Questa è l'epoca delle pasticche che devono sopprimere i sintomi dell'infelicità, della chirurgia plastica che deve sopprimere i segni dell'età, delle droghe che devono sopprimere le paure, dei divertimenti affannosi che devono sopprimere il senso di solitudine, del conformismo che annienta la personalità.

Non voglio dire che “stavamo meglio quando stavamo peggio”, perchè ogni tempo porta in sé la memoria delle sue bellezze e dei suoi errori (oltre che dei suoi orrori), ma che forse dobbiamo tornare alla “semplicità” della vita perchè così stiamo gettando le basi per un futuro saturo di persone “false”, come mai prima d'ora credo sia accaduto.

Per false, signori e signore, non intendo bugiarde o ipocrite. Certo l'una cosa non esclude l'altra, ma quello che intendo in questo contesto per falsità, è l'inganno … essere, insomma, come un palazzo con una bellissima facciata ed avere dentro crepe, topi, ragnatele e immondezzai di ogni genere. Essere come un forziere fatto con dell'ottimo legno stagionato che contiene solo letame … Questo intendo per inganno e falsità.

Bisogna dire che ci sono persone che hanno orrore di tutto questo, che vorrebbero esserne tirate fuori, ma nessuna di loro ci riesce completamente perchè nell'ingranaggio ci sono e ci devono stare e quindi capita che la vista, nonostante il loro impegno, di tanto in tanto, gli si annebbi.

Sostanzialmente è come se in questo momento il mondo fosse diviso in due. Una parte dell'umanità ha voglia e bisogno di sganciarsi dalla falsità, vede la “Matrix” ma si sente però impotente, isolata e stanca … l'altra parte è nella “Matrix” e ormai non riesce a vedere più niente, ma si potrebbe risvegliare in qualsiasi momento, basterebbe restituirgli la coscienza di esistere.

È ovviamente una sensazione mia, non c'è nessuna base scientifica per dimostrarlo, ma mi sto accorgendo che anche altre persone si stanno guardando intorno e si stanno domandando come si possa creare un mondo migliore, un mondo in cui la violenza, la mediocrità e la superficialità possano essere chiuse fuori, insieme alle droghe, a chi ce le vuole imporre e a chi pretende che diventiamo tutti quanti delle Barbie e dei Ken, perfetti, ma senza cervello né anima.

Ci sono tanti interessi dietro, troppi … noi dobbiamo ubbidire … dobbiamo considerare la tristezza un'emozione inaccettabile, dobbiamo evitare l'invecchiamento, dobbiamo considerare la cellulite una malattia, dobbiamo star bene solo in taglie 42, dobbiamo parlare delle infamie e lamentarci senza ribellarci a niente, dobbiamo abituarci ad ogni schifezza che accada e, non ultimo, stare insieme a persone che magari ci ammirano, forse non ci sopportano nemmeno, ma la cosa più grave è che, molte di esse, non riescono più ad avere né sentimenti né emozioni perchè questi sono stati addormentati dagli antidepressivi, dalle droghe o da un eccesso di narcisismo.

Non cerchiamo di fare piuttosto la cosa giusta, ovvero di aiutare le persone ad uscirne fuori, non tentiamo di portarle verso l'accettazione di se stesse, non vogliamo assolutamente che abbiano idee proprie, valori e personalità. Dobbiamo essere tutti uguali, avere tutti gli stessi bisogni, gli stessi problemi e gli stessi obiettivi.

Stanno cercando di toglierci la polvere dalle ali, di farci dimenticare la magia della vita, di appiattire le nostre esistenze … Se non siete nella Matrix scrivetelo sotto l'articolo … vediamo quanti siamo!

HO L'ENDOMETRIOSI

20 maggio 2016

Io ho l'endometriosi … anzi, è più corretto dire forse che l'endometriosi ha preso possesso della mia pancia. Per me non è una novità, la prima volta che mi parlarono di questa malattia era il 1997, quando me la diagnosticarono, ma evidentemente non ne sapevano ancora molto o magari non avevano ancora capito che è una malattia recidiva, da cui non si guarisce e per la quale non esistono ancora cure vere.

È pazzesco per me, che ho quasi 52 anni, dover fare ancora i conti con questa “entità” (mi viene di chiamarla così) che non vuole mollare il mio utero, le mie ovaie e tutti gli organi che stanno intorno. Dopo 40 anni di mestruazioni devastanti, invece di indebolirsi, è progredita … ha invaso l'intestino, è arrivata al retto, mi ha deformato un ovaio ed ha costellato l'utero di tante piccole cisti a grappolo.

Perchè ne parlo? Lo so che dei fatti miei non frega niente a nessuno, ma questa malattia è invalidante, pochissimi la conoscono perchè non se ne parla, c'è troppa ignoranza in merito e probabilmente non entrerà negli interessi dei ricercatori finchè il numero delle eventuali pazienti non salirà di parecchio.

Eppure stiamo a 3.000.000 circa. Tre milioni di donne che soffrono le pene dell'inferno e che restano “invalide” dentro, sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Avrei voluto tanto, a suo tempo, avere il potere di trasmettere il dolore che sentivo io per 5 minuti … 5 minuti del mio tormento ad un medico, ad un ginecologo, a tutte quelle persone che mi guardavano con antipatia perchè pensavano che io facessi la vittima. Fosse stato possibile non lo avrebbero più pensato ve lo garantisco! Sarebbero rimaste lì con me ad urlare in quei maledetti 5 minuti.

Pensate che l'80% delle donne che soffrono di endometriosi hanno ogni mese degli spasmi simili ad una partoriente, qualche volta anche peggiori … ma, ironia della sorte, nel 40% dei casi diventano sterili, quindi usufruiscono del martirio senza godere della gioia di un figlio. Che culo!

Io rientro in quella percentuale ovviamente, perchè me l'hanno diagnosticata troppo tardi, perchè l'operazione ha creato troppe aderenze (ed il mio utero ha perso la sua elasticità), perchè ha continuato a riformarsi.

Da operatore olistico però non mi posso fermare a questi dati, anche perchè la medicina, nonostante l'endometriosi sia conosciuta dal 1690, non ha ancora scoperto né le cause della sua formazione, né le motivazioni del suo continuo riformarsi.

Per tanto tempo, perciò, ho indagato, ho cercato di capire perchè mi fossi fatta venire questa malattia ed il significato che poteva avere per me.

Per fare questo tipo di riflessione dobbiamo per prima cosa notare dove colpisce e cosa fa. Colpisce tutti gli organi che fanno parte del secondo chakra (la pancia), quindi il luogo delle emozioni, della sessualità emotiva e della procreazione. Crea dolore pelvico, dolore nei rapporti sessuali e infertilità.

Ci sono varie interpretazioni al riguardo, ma quella che, a mio avviso, è la più legittima, riguarda la maschilizzazione eccessiva delle donne.

Sarà un caso che l'enzima trovato nell'endometrio delle donne affette da endometriosi, la telomerase, è presente negli spermatozoi? Per quanto mi riguarda no!

Le donne si stanno facendo venire “le palle” e non potendosele far venire fuori se le fanno venire dentro. È come se sentissero il bisogno di trasformarsi per sopravvivere …

È un'interpretazione mia ovviamente, di una donna malata di endometriosi, che crede in spiegazioni che vanno oltre la razionalità scientifica e medica (senza nulla togliere alle medesime).

Onestamente, comunque sia, se la penso su me stessa, mi calza a pennello!

Mia madre voleva quel maschietto che la vita le aveva portato via, nella mia famiglia c'era troppa “debolezza” e così l'ultima della nidiata si è assunta il ruolo della “forte”, che poi si è sempre portata dietro, come una zavorra, come un compito, come un dovere, tanto da essermi conquistata il titolo di “donna con le palle” …

Il mio corpo mi ha ascoltata e le palle me le sono fatte venire davvero, inizialmente per accontentare mamma e papà e poi per difendermi da quel mondo che sembrava tanto ostile alla mia femminilità. Così lo percepivo io … ed è sempre una questione di percezioni, non di verità assoluta.

Per quanto questo ci possa spaventare è un fatto che le donne stanno facendo sempre più “i maschi” e che tale atteggiamento non può portarci cose buone.

L'emancipazione e le conquiste sociali sono dovute, indispensabili ed importanti per noi donne, ma credo che dovremmo arrivarci evitando di imitare i peggiori vizi dell'uomo, evitando di usare aggressività e virilità, ma piuttosto portando energia nuova come donne, un'energia immensa, che noi stesse non conosciamo ancora, che ci farà scoprire l'immenso potenziale della femminilità senza l'uso improprio delle palle che non vogliamo e che ci porta solo dolore!

UNA GIORNATA SEMPLICE ...

16 marzo 2016

Ci sono giornate che cominciano in maniera semplice e proseguono così.

In esse non c'è niente di straordinario o di eclatante e proprio per questo qualcuno potrebbe definirle anche banali … addirittura noiose.

In queste giornate, invece, proprio la semplicità mi stupisce, mi allieta e mi sorprende. È proprio il fatto che non ci sono stati fuochi d'artificio a riempirmi il cuore, perchè so che il fiore quando sboccia lo fa in silenzio, eppure compie sempre un miracolo della natura!

Quando si decide di prendersi cura di se stessi nel modo giusto i tormenti se ne vanno e resta l'essenziale. Resta la consapevolezza di ciò che si è, con le ombre che un tempo erano “inaccettabili” e le risorse che Madre Natura e l'Amore Celeste ci hanno dato in dotazione.

Questi giorni speciali, in cui senti dentro te stessa che non potrebbe smuoverti nemmeno una cannonata tanto ti senti tranquilla, andrebbero segnati sul calendario, perchè contengono in sé una ricetta magica. “Oggi …...... ho sentito pace nel cuore, gratitudine per quello che ho e fiducia nella vita perchè non è accaduto niente!” In quel niente, in realtà, c'è un mondo incredibile fatto di accenni di gioie sottili, fini come un'ostia, che però hai saputo assaporare e vedere.

Magari era anche brutto tempo, magari hai avuto un momento di malinconia perchè sei caduto per sbaglio nei tuoi labirinti mentali, ma te ne sei accorta quasi subito e ti sei detta: “Aspetta, guarda meglio, metti a fuoco e vedi che va tutto per il meglio …”

Ma come si fa a parlare di meglio? La maggior parte di noi crede di sapere con certezza assoluta cosa sia “il meglio” per la sua vita, ma non è così. Il meglio è qualcosa di imperscrutabile e si nasconde, a volte, dietro porte chiuse e dolori spaventosi. Quello che è importante sapere è che, qualsiasi cosa accada nella vita, c'è un messaggio per te e solo per te e, anche se ti sembra impossibile, anche se sembra il contrario, quel “problema” vuole portarti qualcosa di buono: una presa di coscienza nuova, un cambiamento necessario, o forse una lezione severa al tuo orgoglio, alla tua rigorosità o al tuo totalitarismo.

Se riesci a cogliere questo messaggio tutto cambia.

Il mondo intorno a te assume un aspetto diverso e tu non riesci nemmeno a mandare benedizioni perchè senti che l'aria stessa è impregnata di sacralità; puoi solo dispiacerti per chi ha tempo e voglia di stare in tutte quelle emozioni negative che soffocano e che non hanno senso in quel momento magico.

Domani è un altro giorno, vedremo … Ma oggi, adesso, io vivo questa sincronia con l'Universo che è così forte da farmi girare la testa e posso solo sperare che torni presto a trovarmi e che possa trovare anche te!

 

MALEDETTO CALCARE ...

16 febbraio 2016

Sono un po' preoccupata … in effetti sì!

Sono preoccupata per le rughe verticali, un po' meno per quelle orizzontali e decisamente angosciata per quelle oblique. Sono preoccupata perchè è vietato invecchiare anche se poi mi vogliono vendere i pannolini per chi si piscia sotto. Sono perplessa per la mia pancia che ride anche se è gonfia e per il mio stomaco dove i pompieri spengono l'incendio degli acidi gastrici. Mi lascia interdetta la sequenza di consigli che mi invitano a mangiare schifezze e poi mi suggeriscono di prendere una bella pasticca per dimagrire. Mi lascia spiazzata la notizia che la cellulite è una malattia perchè allora mi chiedo di cosa soffrano le persone che sono negli ospedali … Quelli che mi angustiano di più sono i vecchietti che vogliono “farlo più spesso” come i vicini … ma parlano di sottilette e allora, un po' confusa, penso: “Saranno afrodisiache?”

Da ricovero, invece, sono le amiche che entrano nel bagno come furie dell'inferno per controllare il calcare e non fanno altro che pulirlo con l'ausilio di quel deficiente che, se potesse, ci si farebbe il bidet con quel prodotto. E poi … se non ho l'auto che parcheggia da sola, o quella che sfreccia tra bicchieri di cristallo senza sfiorarli, potrò essere ancora soddisfatta della mia vita? E se non ho la taglia 42, il volto illuminato come la Madonna, il make up artist giusto ed il telefonino che fa fotografie spaziali, potrò dirmi un essere umano completo?

Veniamo bombardati continuamente da immagini e da icone che dobbiamo assorbire e che ci dicono qual è l'unico modo per vivere bene. Ci viene detto come devono essere la donna e l'uomo perfetti, come ci dobbiamo vestire, quanti anni dobbiamo dimostrare, cosa dobbiamo mangiare, cosa serve nelle nostre case … Ma la cosa più inquietante è che, mentre i notiziari ci assillano con dei comunicati stampa fatti apposta per farci salire l'ansia a livelli imponderabili, questo carosello di facce e corpi robotizzati, plastificati in sorrisi fasulli, ci da il messaggio opposto …

Non ho capito bene … mi devo sentire di merda in generale per come va il mondo o sentirmici a tratti? Perchè se usare certi prodotti cambia la vita, fa star meglio le persone e fa cessare i contrasti (di qualsiasi tipo) allora signori e signore, diamoci sotto. Compriamo, compriamo, compriamo!

Magari rifacciamoci tutti, da capo, o costruiamo dei cloni perfetti che vivano nel mondo al posto nostro. Ci hanno fatto anche un film su questa cosa … che potrebbe sembrare assurda, ma non è tanto lontana dalla realtà.

Ma cosa c'è che non va nelle nostre facce o nei nostri corpi? Belli o brutti che siano sono i nostri, quelli che abbiamo avuto in dotazione dalla nascita, così come tutto il resto. Perchè mi dovrei vergognare delle mie rughe o della mia cellulite? O perchè mai dovrei sentirmi fuori luogo se non ho certe “cose”, che sono e resteranno cose, oggetti, per lo più inutili, che non sapranno mai darmi un abbraccio o una carezza?!

Che messaggio stiamo dando ai ragazzi, ce ne rendiamo conto? Un messaggio orrendo, che ormai è dilagato … Non sei niente se non hai … se non cerchi di essere come … se non diventi famoso come chi … È il trionfo dell'ossessione per le illusioni che fanno solo danni.

Vorrei tanto che, un giorno, venisse fatta una pubblicità in cui qualcuno ci dice: “Sarai felice davvero quando sarai te stesso, quando saprai comunicare efficacemente con gli altri, quando potrai esprimere i tuoi talenti, quando saprai godere di ogni istante, della magica semplicità della tua vita e quando sarai abbastanza saggio da scegliere come vuoi vivere.”

Disincrostiamoci il cervello gente, perchè mi sa che lì di calcare ce n'è anche troppo!

IL RISVEGLIO DI UNA COSCIENZA

10 febbraio 2016

Come cambia una coscienza? Come può cambiare la propria percezione delle cose? Solo con un'esperienza diretta! Quando tocchiamo con mano gli orrori, se il nostro cuore è aperto, si crea uno shock e qualcosa si smuove. Vi voglio raccontare la storia di un giovane imprenditore cinese che, nel suo paese, ha salvato moltissimi cani dal macello. Ebbene sì, in Cina i cani vengono macellati e mangiati perchè si crede che tengano lontani gli spiriti maligni ed aumentino la virilità dell'uomo. Il come vengono macellati non è molto lontano da altri metodi che vengono usati in occidente. Pensate agli animali che vengono presi a bastonate per salvarne la pelliccia o agli agnelli che tra poco verranno massacrati tagliando loro la gola. Mettete queste cose insieme ed avrete il metodo con cui vengono uccisi i cani in Cina. Non sentiamoci superiori cari signori e signore. Anche noi portiamo la carne in tavola e non ci domandiamo nemmeno come vengono macellati gli animali o come vengono accuditi prima della macellazione. Ma questa storia, semplice e straordinaria al tempo stesso, spero vi faccia capire come può cambiare un uomo che, all'interno della sua cultura e nel suo piccolo, ha fatto qualcosa di impensabile e bellissimo. Wang Yan, imprenditore siderurgico, 29 anni, possedeva un cane che amava moltissimo. Lo smarrisce e nonostante le incessanti ricerche non lo ritrova. Come ultima spiaggia si reca presso il macello dei cani della sua città, Changchun, nel nord est della Cina … non lo trova nemmeno lì, ma resta colpito dallo strazio di queste povere bestiole che muoiono in condizioni terrificanti. Allora decide di utilizzare i suoi risparmi per comprare un vecchio mattatoio e farne un rifugio per cani randagi. Magari non sarà il miglior rifugio del mondo ma non fa mancare loro cibo, medicine, coperte e vaccini. Investe tutto quello che ha in questa operazione e alle persone, ai volontari che lo aiutano, non chiede soldi piuttosto le cose che servono. Oggi il rifugio ospita 215 cani ma ne ha salvati almeno 2.000 da morte certa e orribile. Magari qualcuno potrebbe dire che avrebbe dovuto investire questi soldi per i bambini che muoiono di fame nel mondo, ma anche qui signori e signore dico, ma noi cosa facciamo? Noi … ognuno di noi, esattamente cosa fa perchè qualcun altro possa stare meglio? E sto parlando di cose concrete, non di chiacchiere. Questa storia, che ovviamente è passata inosservata da qualsiasi notiziario o giornale, ha un nome ben preciso: si chiama speranza! Porta con sé il seme della speranza perchè ci dice che tutto può cambiare e che molto si può fare quando una sola coscienza si risveglia. Non esistono a quel punto la cultura in cui si è cresciuti, le usanze che accettiamo, il torpore in cui siamo addormentati, ma esiste quella bruttura, quel dolore che deve essere ascoltato e che ci può spingere, invece che verso il basso, cioè verso l'odio, la vendetta o l'indifferenza, verso il bisogno di creare qualcosa di straordinario. Wang Yan ha trovato una sua ragione di vita, qualcosa di bello in cui investire tutte le sue energie, le sue capacità e perfino le sue risorse economiche. Che altro resta, se non questo, all'essere umano?

AIUTO! MI SONO BLOCCATO

Sarà sicuramente capitato anche a voi di bloccarvi nell'ambito di una conversazione, magari concitata e che vi tocca in modo particolare, o nel momento in cui la discussione si fa accesa e qualcuno alza i toni. Vorreste dire tante cose, vorreste riuscire a rispondere, ma la voce non esce, è come se vi avessero tagliato la lingua. Ovviamente questa reazione può dipendere da molti fattori. In primo luogo dalla vergogna di esprimersi, poi c'è il meccanismo perverso e molto primordiale di “fuga” che mette in atto il cervello, come se in quel momento vi trovaste di fronte ad un capo branco pericoloso, ma ci possono essere anche altri fattori, come: la sorpresa, la paura, lo sgomento o la delusione. Quello che succede dopo è degno di nota quanto la causa. Subito dopo e magari anche la notte e purtroppo anche nei giorni a seguire, la mente vi ripropone quella scena, migliaia di volte, come se fosse un disco rotto. Ogni volta in quella scena voi vi comportate in modo diverso, a volte siete aggressivi, a volte siete assertivi, altre volte arrivate ad immaginare scene apocalittiche e anche sgradevoli. In quel momento, anche se non lo sapete, la vostra mente cerca di “aggiustare” quello che è accaduto, esprimendo quello che non è riuscita a dire nel frangente in cui il fatto è occorso. È un esercizio importante che possiamo sfruttare a nostro favore e che può inviare alla mente un messaggio nuovo: “da ora in poi voglio essere così”. Capire il perchè è ovviamente importante, cioè comprendere qual è stato il “freno a mano” emotivo che si è innescato in quel momento e che ci ha impedito di essere reattivi nella maniera giusta. Quindi farsi qualche domanda non guasta. Ho avuto paura? Di cosa? Sono stata colta di sorpresa? Mi sono vergognata di parlare? Bene … le risposte possono essere varie, ma averne almeno una, onesta e chiara, ha la sua rilevanza perchè da lì posso capire qual è il mio blocco e lavorarci sopra. Nel frattempo, invece di lasciare libero campo alla mente con le sue innumerevoli seghe mentali, concentrandomi esclusivamente su domande che non avranno probabilmente mai risposte vere (tipo: perchè l'altro si è comportato così?), posso decidere che tipo di scenario voglio, esattamente come se fossi su un palcoscenico, in cui voglio creare la migliore sequenza comunicativa che si possa desiderare. Certo non posso tornare indietro nel tempo per cambiare le cose, ma posso creare un cassetto nella memoria che intanto dia istruzioni su come comportarsi la prossima volta. Una volta raggiunta quella che, secondo voi, è la migliore soluzione possibile, ripetetela per qualche volta e poi basta. Dite al vostro cervello che basta così, che non c'è bisogno di ritornarci sopra ancora e che la prossima volta saprete migliorare la vostra capacità assertiva. Questo sistema non fa miracoli immediati, ma la mente è una macchina che registra e che piano piano propone quello che ha inserito nei vari file. Sappiate che la mente non sa riconoscere la differenza tra un fatto realmente accaduto ed uno costruito da se stessa che generi forti emozioni; vi sembrerà strano ma è così! Un esempio emblematico sono le fantasie erotiche che potete avere sulla persona dei vostri desideri: nella realtà non sta accadendo niente, ma nella fantasia sta accadendo di tutto ed il vostro corpo reagisce di conseguenza rispetto a qualcosa che materialmente non esiste. Perciò, invece di massacrarvi di autoerotismi intellettuali, usate questa funzione a vostro favore e vedrete che, col tempo, avrete l'opportunità sia di vincere i vostri blocchi che di creare la persona che potete essere e che siete!

FRAGILITA'

Ho sempre avuto dei grossi problemi ad accettare le mie fragilità. Le vedevo, le sentivo, le comprendevo, ma mostrarle era dura, troppo dura. Non è che proprio me ne vergognassi, ma mi faceva sentire come qualcuno che mette in mano la sciabola al boia … vulnerabile! Il mio istinto animalesco, il bisogno di proteggermi e di farmi amare, ha creato l'immagine che poi ho dato di me: quella di una donna sempre forte, sempre all'altezza delle situazioni, sempre con il fucile in mano e l'elmetto in testa. Che assurdità! Dico oggi a me stessa … Certo, di personaggi che si sono avvicendati nella mia vita e che hanno capito quali erano le mie debolezze e ne hanno approfittato, o che non le hanno perdonate, ce ne sono stati … tanti! A guardarli con gli occhi di oggi capisco che il loro bisogno di una “falsa forza” era più grande del mio e che, specchiandosi in queste fragilità, sono diventati violenti, come animali feriti. Nessun giudizio … se ho ricevuto del male è perchè l'ho sempre permesso. È una danza a due, come il tango, e se uno dei due non vuole ballare il gioco non funziona! A dirla tutta oggi vedo in queste esperienze una vera occasione di crescita … ho capito che è per questo che dovremmo amare i nostri “nemici”, perchè solo loro sono in grado di farci affrontare i nostri demoni … sempre che ne abbiamo voglia ovvio, altrimenti restiamo a crogiolarci nel vittimismo per sempre! Capire, quindi, quali sono le nostre fragilità, imparare ad accettarle e anche ad amarle è il primo e più importante passo verso la guarigione, verso la risoluzione delle cose che ci tormentano. Il secondo passo è scegliere con chi stare. È necessario fare una cernita dentro noi stessi tra “conoscenze” ed altro … ci sono persone che possono stare nel nostro cuore e persone che devono starne fuori, almeno finchè non cambiano le cose o finchè non cambiamo noi. Cercate di essere cordiali con tutti, ma non vi fate penetrare da tutti, altrimenti le vostre debolezze diventeranno più forti e più radicate ed entrerete in un cerchio vizioso da cui è davvero difficile uscire. Egocentrici, narcisisti, possessivi, vampiri energetici, indifferenti, maleducati … volete davvero che facciano parte della vostra vita più intima? Avete un dovere: proteggervi e nella maniera giusta. Un'accurata selezione sta alla base di una buona vita. Il terzo passo è niente più aspettative. Né nei vostri confronti né nei confronti degli altri. Su se stessi si può solo lavorare e tanto! Chi nasconde la testa sotto la sabbia, chi mette il lavoro o altro prima dei propri bisogni, chi non sa ascoltarsi e farsi le giuste domande avrà una vita mediocre, o per meglio dire, una “non vita”! Sugli altri si può solo lavorare indirettamente, cioè credendo che il mio cambiamento porterà cambiamento in chi mi sta intorno. E questa è una certezza. Il quarto passo è fare silenzio nella mente ed imparare a stare da soli standoci bene. La confusione, il divertimento forzato, il cercare di coprire certi vuoti interiori con il caos non porta a nulla di buono o di costruttivo. Il quinto passo è smetterla di dare la colpa agli altri di quello che ci succede. La responsabilità della vita è sempre nostra, in qualunque caso e non c'è capro espiatorio che tenga. Se vi fa comodo per restare ciechi continuate pure per questa strada, altrimenti riprendete le redini in mano e cercate di mandare il carro ed i cavalli dove volete voi. Se devo schiantarmi in un muro voglio farlo a modo mio! Ci sarebbe anche altro da dire … ma tra settembre e ottobre ricomincerò con le mie serate dove potremo confrontarci su tanti argomenti. Sempre che ne abbiate voglia … ovviamente!

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Lucia Padovani - indirizzo email: luciapadovani@live.it

Telefono: 333.7059122

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